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	<title>CKF - Canoa Kayak Friuli &#187; Tipi di Kayak</title>
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	<description>Associazione Sportiva e Scuola di Kayak da Mare</description>
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		<title>Marina 440 HC &#8211; info e dettagli tecnici kayak</title>
		<link>http://www.canoafriuli.com/2007/10/22/marina-440-hc-info-e-dettagli-tecnici-kayak/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 05:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tipi di Kayak]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Marina 440 HC, progettato dalla CS Canoe,  è uno scafo ideale per chi muove i primi passi nella disciplina del kayak marino. E&#8217; infatti un&#8217;imbarcazione dotata di buona stabilità primaria e ottima stabilità secondaria grazie alla particolare tecnologia Hard Chined (da qui HC) che conferisce all&#8217;opera viva dello scafo una forma adatta a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Marina 440 HC</strong>, progettato dalla <strong>CS Canoe</strong>,  è uno scafo ideale per chi muove i primi passi nella disciplina del kayak marino. E&#8217; infatti un&#8217;imbarcazione dotata di buona stabilità primaria e ottima stabilità secondaria grazie alla particolare tecnologia Hard Chined (da qui HC) che conferisce all&#8217;opera viva dello scafo una forma adatta a sopportare sollecitazioni trasversali indotte dal moto ondoso. Oltre a questo, il pozzetto dalle generose dimensioni permette un facile ingresso e regresso dallo stesso facilitando le manovre di sicurezza cosiddette &#8220;bagnate&#8221;. Quello in mio possesso è attrezzato anche della seduta ergonomica che garantisce una buona comodità e una permanenza in mare superiore alla media.</p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/marina440_4.jpg" title="marina 440 hc - CS Canoe" rel="lightbox[176]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/marina440_4.jpg" alt="marina 440 hc - CS Canoe" height="84" width="347" /></a></p>
<p><em>Kayak e foto di <strong>Marco Fattori &#8211; <a href="http://www.canoafriuli.com/forum/profile.php?mode=viewprofile&amp;u=11" title="kayak e canoa friuli">Marco</a></strong></em>Il <strong>Marina 440 HC</strong> è dotato di due gavoni stagni (uno anteriore circolare e uno posteriore ovale) che offrono sufficiente spazio di stivaggio per una navigazione da diporto, sottocosta, in tutta sicurezza (ricambi, strumenti sanitari e di sicurezza, alimenti e bevande per un moderato campeggio nautico).</p>
<p>Come detto il kayak è piuttosto sicuro. Personalmente l&#8217;ho provato anche con mare formato e vento a circa 20/30  nodi senza mai dover ricorrere agli appoggi o avere l&#8217;impressione di una perdita significativa di stabilità. Di contro, la larghezza del pozzetto non è un buon viatico per l&#8217;effettuazione della manovra dell&#8217;eskimo dal momento che c&#8217;è la tendenza a &#8220;sfilarsi&#8221; dal pozzetto anche facendo buona presa con le ginocchia sui fianchi del kayak. In questo senso è uno scafo più adatto ad atleti &#8220;pesanti&#8221; ma non eccessivamente alti. Un altro limite del <strong>Marina 440</strong> è la velocità di crociera che, in ragione della larghezza importante e della limitata lunghezza, non è certo delle più soddisfacenti. Possiamo dire in tutta tranquillità che è un kayak piuttosto lento, direzionale e stabile che non è adatto a lunghe navigazioni né all&#8217;alto mare.</p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/marina440.jpg" title="Marina 440 - jumpinfrog" rel="lightbox[176]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/marina440.thumbnail.jpg" alt="Marina 440 - jumpinfrog" /></a></p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/marina440_2.jpg" title="kayak turismo - friuli" rel="lightbox[176]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/marina440_2.thumbnail.jpg" alt="kayak turismo - friuli" /></a></p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/marina440_3.jpg" title="marina 440 hc - CS Canoe" rel="lightbox[176]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/marina440_3.thumbnail.jpg" alt="marina 440 hc - CS Canoe" /></a></p>
<p><em>Kayak e foto di <strong>Angelo Balzarani &#8211; <a href="http://www.canoafriuli.com/forum/profile.php?mode=viewprofile&amp;u=20" title="kayak e canoa friuli">JumpingFrog</a></strong></em><br />
In definitiva è un ottimo &#8220;primo acquisto&#8221; anche in considerazione del prezzo non eccessivo, della sua garanzia di sicurezza e dall&#8217;ingombro limitato per chi (e sono molti!) avesse problemi di ricovero e di trasporto del mezzo. Il peso del kayak in diolene è di circa 24 kg. La larghezza dello scafo consiglia l&#8217;acquisto di una pagaia leggermente più lunga di quella astrattamente adatta alla propria altezza. Personalmente ho trovato giovamento dal passaggio dalla pagaia di tipo &#8220;moderno&#8221; con pale ortogonali a quella classica groenlandese, notoriamente più lunga.</p>
<p>Pregi:</p>
<ul>
<li> facilità di imbarco</li>
<li>ingombro limitato</li>
<li>buona capacità di carico grazie ai due ampi gavoni</li>
<li>eccellenti doti di stabilità primaria e secondaria</li>
<li>sicurezza nella navigazione</li>
</ul>
<p>Difetti:</p>
<ul>
<li>difficoltà nella manovra dell&#8217;eskimo</li>
<li>inadeguatezza alla lunga navigazione</li>
<li>eccessiva lentezza</li>
<li>l&#8217;eccessiva largezza (che è un pregio nella stabilità) è un difetto nella presa della canoa per caricarla in macchina</li>
</ul>
<p>Sito del produttore: <a href="http://www.cscanoe.com" title="Sacile - Friuli - produttore negozio kayak canoa">CS Canoe</a></p>
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		<item>
		<title>Inuk &#8211; qualche info su questo kayak</title>
		<link>http://www.canoafriuli.com/2007/10/12/inuk-qualche-info-su-questo-kayak/</link>
		<comments>http://www.canoafriuli.com/2007/10/12/inuk-qualche-info-su-questo-kayak/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 12:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tipi di Kayak]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio parlarvi dell&#8217; Inuk, uno dei più veloci sea-kayak costruiti. Il suo designer è l&#8217;inglese Rob Feloy.

In foto l&#8217; inuk della Kirton Kayak 
Questo performante kayak si fece notare subito vincendo diverse maratone di sea-kayak: era e resta fra i kayak più veloci, tant&#8217;è che ora nelle gare di sea-kayaks mondiali è sempre ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio parlarvi dell&#8217; <strong>Inuk</strong>, uno dei più veloci sea-kayak costruiti. Il suo designer è l&#8217;inglese <em>Rob Feloy</em>.</p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/inuk3.jpg" title="inuk - kayak Rob Feloy" rel="lightbox[168]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/inuk3.jpg" alt="inuk - kayak Rob Feloy" height="92" width="338" /></a></p>
<p><em>In foto l&#8217; inuk della <a href="http://www.kirton-kayaks.co.uk/">Kirton Kayak</a> </em></p>
<p>Questo performante kayak si fece notare subito vincendo diverse maratone di sea-kayak: era e resta fra i kayak più veloci, tant&#8217;è che ora nelle gare di sea-kayaks mondiali è sempre ai primi posti insieme al <a href="http://http//www.valleyseakayaks.com/sportfitness.htm">Rapier</a> della prestigiosa marca inglese <a href="http://ww.valleyseakayaks.com/">Valley</a>, prodotto nelle due versioni, il <a href="http://www.valleyseakayaks.com/rapier18.htm">Rapier 18</a> e il <a href="http://www.valleyseakayaks.com/rapier20.htm">Rapier 20</a> (quest&#8217;ultimo largo appena  46 cm , ma lungo  6.09 mt!!)</p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/prod_rapier20.gif" title="inuk" rel="lightbox[168]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/prod_rapier20.gif" alt="inuk" height="69" width="338" /></a></p>
<p><em> Valley Rapier 20</em></p>
<p>L&#8217; <strong>Inuk</strong> ottenne il record per la circumnavigazione più veloce della Scozia Settentrionale, grazie a  Sean Morley e Ian Wilson che sono riusciti nell&#8217; impresa. Altre info su questo curioso sito <a href="www.expeditionkayak.com" title="kayak Inglese">www.expeditionkayak.com</a> , in inglese.</p>
<p>Un pò di dati tecnici sull&#8217; Inuk:</p>
<blockquote><p><em>LUNGHEZZA: 5.50 MT<br />
LARGHEZZA: 50 cm<br />
CARICO MAX: 125 kg<br />
DIMENSIONI POZZETTO: 73 x 41 cm</em></p></blockquote>
<p>Performance, leggerezza, capacità di carico e maneggevolezza sono i punti forti di questo kayak, ideale per kayaker esperti alla ricerca di  una barca<br />
veloce&#8230;.dico Kayakers esperti perchè comunque non è adatto ai neofiti, in quanto richiede una certa esperienza nella conduzione.<br />
Ha un&#8217;ottima stabilità direzionale, il pozzetto nonostante sia stretto risulta ben accessibile e, grazie ad un basso ponte di poppa, l&#8217; &#8220;effetto vela&#8221; in caso di vento è limitato.</p>
<p>A mio avviso dà il meglio di sé in acque interne, è confortevole nei lunghi viaggi grazie all&#8217;elevata velocità di punta e di crociera, magari accompagnato da una bella pagaia olimpica a cucchiaio lo si apprezza ancora di più!</p>
<p>Viene prodotto in Inghilterra dalla <a href="http://www.kirton-kayaks.co.uk/">Kirton Kayaks</a>, e dalla <a href="http://www.mar-kayaks.pt/">NELO</a> in Portogallo, famosa marca produttrice di kayak, olimpici, e in Italia dalla <a href="http://www.cscanoe.com/">CS Canoe</a> di Sacile (PN).</p>
<p>Foto dell&#8217;Inuk prodotta dalla portoghese NELO:</p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/nelo_inuk.jpg" title="inuk nelo" rel="lightbox[168]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/nelo_inuk.jpg" alt="inuk nelo" height="101" width="348" /></a></p>
<p><em> Foto Inuk NELO</em></p>
<p>Ed infine qualche foto dell&#8217;Inuk prodotta dall&#8217;italiana <strong>CS Canoe</strong>, in uno splendido esemplare in carbonio a vista full optional&#8230;di <a href="http://www.canoafriuli.com/forum/profile.php?mode=viewprofile&amp;u=26" title="CKF - Canoa Kayak Friuli">redicaro</a>!</p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/inuk_redicaro1_.JPG" title="Inuk - descrizione pregi e difetti di questo kayak" rel="lightbox[168]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/inuk_redicaro1_.thumbnail.JPG" alt="Inuk - descrizione pregi e difetti di questo kayak" /></a><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/inuk_redicaro2_.JPG" title="Inuk - descrizione pregi e difetti di questo kayak" rel="lightbox[168]"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2007/10/inuk_redicaro2_.thumbnail.JPG" alt="Inuk - descrizione pregi e difetti di questo kayak" /></a></p>
<p>Vuoi provare l&#8217; <strong>inuk</strong>? <a href="http://www.canoafriuli.com/forum/profile.php?mode=viewprofile&amp;u=3" title="Icemind">Contattami sul forum</a>!</p>
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		<item>
		<title>Il kayak da slalom</title>
		<link>http://www.canoafriuli.com/2007/01/11/il-kayak-da-slalom/</link>
		<comments>http://www.canoafriuli.com/2007/01/11/il-kayak-da-slalom/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2007 14:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciruzz_o</dc:creator>
				<category><![CDATA[KAYAKpedia]]></category>
		<category><![CDATA[Tipi di Kayak]]></category>
		<category><![CDATA[canoa]]></category>
		<category><![CDATA[ckf]]></category>
		<category><![CDATA[kayak]]></category>
		<category><![CDATA[kayak slalom]]></category>
		<category><![CDATA[slalom canoa]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo slalom è stata una specialità olimpica nel 1972 e poi nel 1992 e 1996, le gare si svolgono in due manche nelle acque mosse di fiumi e torrenti , come per quelle di discesa, ma gli atleti devono obbligatoriamente passare attraverso &#8220;porte&#8221; sospese a filo d&#8217;acqua e opportunamente dislocate lungo il tracciato di gara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo slalom è stata una specialità olimpica nel 1972 e poi nel 1992 e 1996, le gare si svolgono in due manche nelle acque mosse di fiumi e torrenti , come per quelle di discesa, ma gli atleti devono obbligatoriamente passare attraverso &#8220;porte&#8221; sospese a filo d&#8217;acqua e opportunamente dislocate lungo il tracciato di gara (come avviene ad esempio nello sci).</p>
<p>Le gare si sviluppano su di un percorso di lunghezza variabile a seconda del tipo di acqua e di fiume, anche se la loro durata oscilla sempre intorno ai 4&#8242;- 4&#8242; 30&#8221;, e si svolgono in K1, a squadre di tre K1,per categoria sia maschile che femminile, e in C1 eC2 solo maschile.</p>
<p>Le imbarcazioni utilizzate in questa specialità hanno una particolare forma che ne assicura la massima manovrabilità e sono regolamentate per quanto riguarda le misure ed il peso.</p>
<p>La I.C.F. (International Canoe Federation), nel suo Codice delle Regate, definisce le dimensioni, il peso e le forme essenziali delle canoe:</p>
<table border="1" cellspacing="1" cellpadding="7" width="412">
<tbody>
<tr>
<td colspan="4"><strong> </strong></p>
<p><strong>Canoa fluviale slalom</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Tipo</p>
<p>K1</p>
<p>C1</p>
<p>C2</td>
<td><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">lungh. max.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">350 &#8211; 400 cm.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">350 &#8211; 400 cm.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">410 &#8211; 458 cm.</span></td>
<td><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">larghezza</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">60 cm.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">70 cm.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">80 cm</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></td>
<td><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">peso min.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Kg. 9</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Kg. 10</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Kg. 15</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La forma particolare del fondo della canoa da slalom consente la migliore disposizione alla rotazione, ma evidenzia anche la scarsa possibilità di scivolamento per la maggior resistenza che oppone all&#8217;avanzamento; nella discesa è evidente il contrario: la forma allungata della zona di contatto favorisce lo scivolamento e riduce la capacità di rotazione.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Slalom</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Negli ultimi anni i costruttori hanno accentuato la differenza della forma e dei volumi di punta e coda. Si sono rimpicciolite e abbassate nello slalom per ridurre il rischio di penalizzazione, soprattutto nei passaggi più difficili.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Le punte abbassate e schiacciate dei nuovi scafi hanno influenzato e raffinato la tecnica dello slalom, e ora l&#8217;atleta che la sa applicare riesce ad affondare la punta o la coda dello scafo e a passare nella porta come se questa fosse più larga, e impiegando minor tempo. Naturalmente questa tecnica non è applicabile al primo momento e dal primo venuto, per cui i nuovi scafi non sono consigliabili ai principianti, che è bene si formino sulle canoe meno specializzate. LA GARA<br />
Le competizioni di slalom sono individuali o a squadre suddivise nelle categorie K1, Cl, e C2 in campo maschile, e Kl in campo femminile.<br />
I concorrenti devono superare una serie di porte ordinate numericamente, senza toccarle con la pala della pagaia, la barca o con il corpo. Le porte sono disposte lungo la corrente o controcorrente.<br />
La gara si disputa in 2 manche e il punteggio finale viene calcolato sulla base del punteggio di ogni manche. Agli atleti sono assegnate penalità di 2 secondi nel caso in cui tocchino la porta , oppure una penalità di 50 secondi se la affrontano nella direzione sbagliata o la mancano.<br />
L&#8217;ordine di partenza viene stabilito con un sorteggio. Il corso d&#8217;acqua su cui si svolge la gara può essere naturale o artificiale, inframmezzato da 20-25 porte numerate, sospese rispetto alla superficie dell&#8217;acqua, comprese alcune porte controcorrente.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">LA STORIA<br />
Centinaia di anni fa, gli aborigeni canadesi usavano le canoe come mezzo di trasporto lungo le rapide dei fiumi;<br />
attualmente le gare di slalom su acque tumultuose vengono considerate una prova di velocità e accuratezza in cui l&#8217;atleta vogando con la pagaia deve superare una serie di porte, da affrontare a volte controcorrente.<br />
Questa disciplina, lo slalom, è abbastanza moderna. Dopo essere stata inclusa nel programma delle Olimpiadi di Monaco nel 1972, è stata assente dai Giochi per 20 anni, fino alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992.<br />
Le gare su acque tumultuose sono state presenti sia alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 sia a quelle di Sydney nel 2000. Le gare sono aperte agli uomini nella categoria C1 e C2 e alle donne nella categoria K1.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Le competizioni di slalom sono individuali o a squadre suddivise nelle categorie K1, Cl, e C2 in campo maschile, e Kl in campo femminile. I concorrenti devono superare una serie di porte ordinate numericamente, senza toccarle con la pala della pagaia, la barca o con il corpo. Le porte sono disposte lungo la corrente o controcorrente. La gara si disputa in 2 manche e il punteggio finale viene calcolato sulla base del punteggio di ogni manche. Agli atleti sono assegnate penalità di 2 secondi nel caso in cui tocchino la porta , oppure una penalità di 50 secondi se la affrontano nella direzione sbagliata o la mancano. L&#8217;ordine di partenza viene stabilito con un sorteggio. Il corso d&#8217;acqua su cui si svolge la gara può essere naturale o artificiale, inframmezzato da 20-25 porte numerate, sospese rispetto alla superficie dell&#8217;acqua, comprese alcune porte controcorrente.Centinaia di anni fa, gli aborigeni canadesi usavano le canoe come mezzo di trasporto lungo le rapide dei fiumi; attualmente le gare di slalom su acque tumultuose vengono considerate una prova di velocità e accuratezza in cui l&#8217;atleta vogando con la pagaia deve superare una serie di porte, da affrontare a volte controcorrente. Questa disciplina, lo slalom, è abbastanza moderna. Dopo essere stata inclusa nel programma delle Olimpiadi di Monaco nel 1972, è stata assente dai Giochi per 20 anni, fino alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992. Le gare su acque tumultuose sono state presenti sia alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 sia a quelle di Sydney nel 2000. Le gare sono aperte agli uomini nella categoria C1 e C2 e alle donne nella categoria K1.<br />
Squadra di salvataggio: Composta da 7 o 8 persona , vigila la sicurezza degli atleti. Il personale di salvataggio ha in dotazione funi, imbragature e salvagenti.<br />
Alcuni di loro sono disposti lungo il terreno adiacente il percorso di gara altri in kayak.<br />
Giudici di porta: un giudice, in prossimità di ogni porta, controlla che il concorrente la superi correttamente.<br />
Percorso di gara: di solito è lungo tra i 100 e i 200 m<br />
Porte: sono sospese rispetto alla superficie dell&#8217;acqua grazie ad alcuni cavi che attraversano il fiume.<br />
Porta controcorrente: è caratterizzata da aste di colore rosso.<br />
Porta lungo la corrente: è caratterizzata da aste di colore verde.<br />
Seguono le foto di alcune imbarcazioni da competizione.</span></p>
<p><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/SL1.JPG" alt="SL1.JPG" width="197" height="91" align="left" /></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/SL2.JPG" alt="SL2.JPG" width="211" height="92" align="middle" /></span></p>
<div>
<div><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/SL3.JPG" alt="SL3.JPG" width="208" height="95" /></span></div>
</div>
<p><span style="font-weight: normal;"><a rel="attachment wp-att-1902" href="http://www.canoafriuli.com/2007/01/11/il-kayak-da-slalom/sl4/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1902" title="Kayak Slalom" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/SL41.jpg" alt="" width="624" height="235" /></a><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Kayak da slalom , nuovo modello di dimensioni ridotte 362cm, costruttore Caiman (CZK).</span><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> <img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl5.jpg" alt="sl5.jpg" width="316" height="253" align="middle" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl6.jpg" alt="sl6.jpg" width="318" height="251" align="middle" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl7.jpg" alt="sl7.jpg" width="320" height="233" align="middle" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl8.jpg" alt="sl8.jpg" width="321" height="194" align="middle" /></span></p>
<p><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl9.jpg" alt="sl9.jpg" width="258" height="173" align="left" /></p>
<p><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl10.jpg" alt="sl10.jpg" width="308" height="173" align="right" /></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Slalomisti in azione. Foto fonte Vajda (CZK).</span><strong><strong><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl11.jpg" alt="sl11.jpg" width="458" height="140" align="middle" /></strong></strong><strong><strong><strong> </strong></strong></strong></p>
<p><strong><strong><strong><strong> </strong></strong></strong></strong></p>
<p>Canadese singola da slalom, nuovo modello da dimensioni ridotte, lunghezza 365cm, costruttore Double Dutch (EN).</p>
<p><strong><strong><span style="font-weight: normal;"> </span><span style="font-weight: normal;"> </span></strong></strong></p>
<p><strong><strong><span style="font-weight: normal;"> </span></strong></strong></p>
<p><strong><strong><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl12.jpg" alt="sl12.jpg" width="241" height="169" align="left" /></p>
<p><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl13.jpg" alt="sl13.jpg" width="237" height="170" align="right" /></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Canadese doppia da slalom in azione su porte in risalita.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">IL PASSAGGIO DELLE PORTE NELLO SLALOM</span><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">La porta dello slalom è formata da due paline appese a una traversa e distanti fra loro, per esempio, 1,50 m; essa rappresenta un ostacolo attraverso cui si deve passare senza toccare le paline: questo comporta una certa padronanza dell&#8217;imbarcazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Si chiamerà &#8220;impianto&#8221; l&#8217;insieme delle porte installate in un corso o specchio d &#8216;acqua secondo una determinata disposizione, e &#8220;schema &#8221; il tracciato che il canoista deve seguire passando tra le porte; in uno stesso impianto di slalom possono essere utilizzati molti schemi. Bastano quattro o cinque porte disposte a una certa distanza fra loro, in modo da permettere di sviluppare una certa velocità tra l&#8217;una e l&#8217;altra. Nell&#8217;impianto è indicato uno schema-tipo di facile esecuzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl14.jpg" alt="sl14.jpg" width="402" height="536" align="middle" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Se non è possibile appendere le porte ad alberi, ponti, eccetera, si possono utilizzare delle boe ancorate sul fondo e quindi impostare uno slalom anche su lago o in mare; è chiaro che questo impianto ha delle limitazioni, in quanto in esso ci si può esercitare solo per il passaggio della canoa e non della pagaia e del Corpo come nelle porte regolamentari, ma in mancanza di meglio anche le boe sono utili.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl151.jpg" alt="sl151.jpg" width="224" height="313" align="middle" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Fig.19</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Schemi di slalom </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Le esercitazioni in un impianto da noi piazzato possono essere fatte girando a piacere entro le porte in avanti o in retro per cominciare a renderci conto del Comportamento nel passaggio senza toccare le paline e per acquistare sensibilità sull&#8217;ingombro rappresentato dall&#8217;insieme scafo-corpo-pagaia.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"> </span><span style="font-weight: normal;">A un certo punto, quando ci saremo accorti di aver tratto profitto dagli esercizi liberi, sarà bene scegliere uno schema e percorrerlo più volte, fino a eseguirlo correttamente senza toccare le paline; dopodiché sarà molto utile cronometrare uno dei percorsi: servirà come termine di paragone perché la fase successiva sarà quella di cercare di migliorare il tempo con maggior impegno sia nello sforzo sia nella ricerca della correttezza dei passaggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Ripetendo molte volte lo stesso schema si arriva a perfezionare i movimenti, a ricordarli e a riprodurli con facilità ottenendo il massimo rendimento col minor numero di pagaiate.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Un passo avanti nell&#8217;esercitazione si compirà eseguendo uno di seguito all&#8217;altro un certo numero di schemi fra quelli ripetuti in precedenza, e bene assimilati. Viene così aumentato lo sforzo fisico insieme a quello di concentrazione, dovuto, quest&#8217;ultimo, al maggior numero di movimenti da eseguire e da ricordare. Per esempio, se lo schema singolo impegnava per 20 o 40 secondi l&#8217;insieme degli schemi, ci impegnerà per tempi superiori. Questo tipo di esercitazione è valido comunque; se però un esperto può fare delle dimostrazioni esemplificative, i progressi ovviamente saranno più rapidi. È una scuola ideale, in quanto una sola persona può eseguire l&#8217;esercitazione dell&#8217;allievo in lutto il suo sviluppo senza spostarsi e in poco tempo fare alternare più persone. Delle sue osservazioni usufruiranno tutti gli allievi che assistono alle prove dei compagni. Le esercitazioni descritte sono necessarie a tutti i canoisti per arrivare a un livello ottimale e poter manovrare con sicurezza e disinvoltura sui fiumi più o meno impegnativi.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Gli impianti in acqua ferma lenta dovrebbero rimanere installati in permanenza, per servire da palestra agli allievi e a chiunque voglia esercitarsi. Un altro aspetto della loro utilità è che possono essere percorsi in tutti i sensi senza scendere dalla canoa, come avviene in slalom su acqua veloce, dove occorre riportare la canoa alla partenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Posizionamento delle porte: </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Finora impianto a schemi si trovavano sull&#8217;acqua ferma o in corrente molto lenta; non esistevano quindi problemi di scelta della posizione dell&#8217;impianto. In acqua mossa, invece, è necessario tenere presenti alcune regole fondamentali.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Per intenderci sui segni grafici delle figure, riportiamo alcune spiegazioni:</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">- i punti neri rappresentano le paline;</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">- il tracciato che la canoa deve percorrere è segnato con una linea sottile continua;</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">- le V nel corso d&#8217;acqua rappresentano il filone della corrente</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">- il segno nero sulla punta della canoa indica l&#8217;orientamento della canoa stessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl16.jpg" alt="sl16.jpg" width="368" height="531" align="middle" /></span></p>
<div>
<p><span style="font-weight: normal;">Fig.20Possono essere oltrepassate in avanti (figura l) o in retro con mezzo giro della canoa (2); se sono posizionate nel centro del filone sono classificate facili, perchè la corrente conduce nella porta senza obbligare a manovre particolari; se la porta viene collocata a lato del filone (3) il passaggio diventa più impegnativo Porte in risalita (Fig.21)</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/sl17.jpg" alt="sl17.jpg" width="358" height="543" align="middle" /><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Fig.21 </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Vengono collocate di solito nelle morte o comunque in acqua dove vi sia possibilità di risalire. Anche qui la distinzione fra facile e difficile dipenderà dalla posizione che occupa la porta nella morta.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Nella (5) abbiamo una morta sulla destra, creata da una rientranza della sponda oppure da un ostacolo (6).</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Possono esservi altri casi in cui la porta viene collocata in una corrente che può essere risalita senza eccessivo sforzo (7 A), o per motivi vari superata &#8220;all&#8217;inglese&#8221;(7B).</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Porte parallele sfasate tra loro </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">A parità di velocità del filone, la difficoltà del passaggio nella porta 2 dopo aver superato la porta l, dipende dal variare di due parametri: lo sfasamento e la distanza fra le due porte.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">&#8221; Nella (9) lo sfasamento è di 5 metri, mentre la distanza è di 15. Mantenendo fisso lo sfasamento e diminuendo la distanza, la difficoltà di manovra ovviamente aumenta; così come aumenta, se tenendo fissa la distanza, aumentiamo lo sfasamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Ora vediamo un altro caso. Per quanto abbiamo diminuito lo sfasamento da 5 metri al, il passaggio sarà piuttosto difficile anche con acqua poco veloce, perché è stata diminuita molto la distanza che ci costringerà a una manovra rapida e precisa. Se la velocità del filone è maggiore, è chiaro che la difficoltà aumenta. </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Porte diritte in acqua veloce o lenta</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Se le porte sono molto vicine e sfasate fra loro (figura 1 ), sarà difficile oltrepassarle senza incorrere in errori. È determinante quindi affrontare la porta 2 in retro, adottando il 1/2 giro o il giro completo in funzione della posizione della porta successiva. Dove l&#8217;acqua è veloce (2) bisognerà distanziarle maggiormente per evitare di saltarle.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Combinazioni di più porte </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Nella (3) una porta è diritta, una in risalita, e una terza diritta. Nella (4) abbiamo tre porte diritte, ma sfasate fra loro. Nella (5) le tre porte precedenti sono utilizzate per uno schema diverso: la prima diritta, la seconda da superare in retro per la sua posizione, la terza diritta.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Prima regola importante</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Nel piazzare uno slalom occorre tener presente che deve essere osservata una certa simmetria. Cioè se per esempio abbiamo una porta in risalita sulla sinistra, qualora ne vogliamo piazzare una seconda in risalita, è bene metterla sulla destra come nella (7) e non come nella (6). La ragione sta soprattutto nel fatto che nel primo caso la manovra ha in se elementi di armonia e varietà che non vi sono nel secondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Seconda regola importante </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Quanto sopra esposto va tenuto presente nella realizzazione dell&#8217;impianto completo nel quale l&#8217;allievo possa sviluppare il suo sforzo senza dar luogo a brusche interruzioni dovute a situazioni limite (porte troppo raggruppate e a distanza ravvicinata), il che si verifica quando l&#8217;impianto col numero regolamentare di porte (max 25) è sistemato su un tratto di fiume troppo breve. Invece in un tracciato al massimo di 600 m, con una disposizione razionale delle porte, il lavoro del canoista non si esprime solo in una prova di forza, ma risulta fluido e costituisce uno spettacolo piacevole per chi assiste.</span></p>
<p>_________________</p>
<p>Massimo Cecchetti (AISA Kayak Canoe)<span id="more-76"></span></p>
</div>
<p></strong></strong></p>
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		<title>Il Kayak river running</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2006 14:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciruzz_o</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tipi di Kayak]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine &#8220;river running&#8221; è stato adottato da un pò di tempo a questa parte da quando uscirono le diverse specialità della canoa fluviale, quail il rodeo e il creek. In quel momento ci fu una vera e propria rivoluzione.
Mentre prima un canoista aveva la sua canoa con la quale poteva scegliere se cimentarsi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine &#8220;river running&#8221; è stato adottato da un pò di tempo a questa parte da quando uscirono le diverse specialità della canoa fluviale, quail il rodeo e il creek. In quel momento ci fu una vera e propria rivoluzione.</p>
<p>Mentre prima un canoista aveva la sua canoa con la quale poteva scegliere se cimentarsi in salti e rapide di 5°grado WW oppure farsi una passeggiatina in acqua calme, ora occorreva identificarsi in rodesti o in creek-isti. Fu proprio per questo che molti canoisti di acque tranquille si sentirono tagliati fuori, ecco allora la nuova filosofia dell’andare in canoa, il river running.</p>
<p><img width="182" height="135" align="left" alt="riverrunning1.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/riverrunning1.jpg" />Analizzando proprio le due parole <strong>river = fiume</strong> = fiume,= correndo, si estrapola la nuova filosofia dell’andare in canoa tra i fiumi, una filosofia, o tecnica dello scendere il fiume con percorsi non troppo impegnativi fino al 3°grado WW.</p>
<p>Nel river running le canoe sono sempre in polietilene, dai volumi medi, una via di mezzo tra le barche da creek <img width="246" height="340" align="right" alt="riverrunning2.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/riverrunning2.jpg" />con grandi volumi e le barche da rodeo con code e punte molto schiacciate per il gioco in rapida.</p>
<p>Nella filosofia del river running, si scende il fiume senza alcun vincolo di tempo, non è una gara, assaporando l’ambiente naturale intorno ad esso.</p>
<p>Chi sposa questa tecnica di andare in canoa può partecipare in tutta sicurezza ai numerosi raduni in fiume organizzati dai vari canoa club.</p>
<p><em>Il river running è anche una specialità della canoa canadese, sebbene non molto diffusa. Cambia la posizione non più seduta ma in ginocchio e la pagaia con singola pala.</em></p>
<p>By Massimo Cecchetti</p>
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		<title>Il Kayak Creek</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2006 13:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Carletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da tempo i canoisti osservavano le rapide più impetuose, i vari salti, le varie cascate, molti le hanno affrontate con le loro canoe-kayak standard, di medio livello, ma a volte questi tipi di canoe si rilevavano poco adatte alla mole di acqua che andavano ad affrontare.
Ecco allora la necessità di studiare un nuovo tipo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo i canoisti osservavano le rapide più impetuose, i vari salti, le varie cascate, molti le hanno affrontate con le loro canoe-kayak standard, di medio livello, ma a volte questi tipi di canoe si rilevavano poco adatte alla mole di acqua che andavano ad affrontare.</p>
<p>Ecco allora la necessità di studiare un nuovo tipo di kayak dalle caratteristiche adatte ad affrontare percorsi più impegnativi di un 3°-4° grado, le nuove canoe da &#8220;Creek&#8221;.</p>
<p><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/creek1.jpg" alt="creek1.jpg" width="222" height="139" /></p>
<p><strong><em>Kayak Creek Wavesport Habitat.</em></strong></p>
<p>I volumi aumentati di netto rispetto al tipico kayak da river running, la punta ridisegnata del tutto per permettere una facile uscita dall’acqua dopo salti o cascate, la coda con molto volume presenta diverse maniglie di ancoraggio-sicurezza (da non scordare che kayak tipo questi sono usati nei salvamenti fluviali, quindi le maniglie di ancoraggio anteriori-posteriori sono utilissime nella presa del pericolante a bagno senza destabilizzare il canoista-rescue).</p>
<p>L’abitabilità è delle migliori, basti pensare che ci si può stare con i piedi diritti al loro interno, alcuni di questi kayak presentano tasche sotto il sedile per riporvi del materiale non voluminoso.</p>
<p>Con questi Kayak si è potuto affrontare volumi d’acqua notevoli, ed è per questo che anche qui è subentrato il concetto agonismo, ovvero si sono studiate delle vere e proprie gare dette &#8220;d’Alto Corso&#8221; con un circuito a tappe per il conferimento della Coppa Italia Alto Corso.</p>
<p>Queste tappe si svolgono su fiumi dalle difficoltà di 4°-5° grado WW con salti, toboga, cascate, con manche singole e a squadre a tempo, notevole l’interesse femminile per questa categoria di kayak.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/creek2.jpg" alt="creek2.jpg" width="540" height="181" /></p>
<p><strong>Kayak alto corso gara singola</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1912" href="http://www.canoafriuli.com/2006/12/28/il-kayak-creek/creek3/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1912" title="Kayak Creek" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/creek31.jpg" alt="" width="485" height="312" /></a></p>
<p>Una variante delle gare d’alto corso è il &#8220;Kayak Cross&#8221;, dove quattro partecipanti di sfidano in batterie ad eliminazione sempre su percorsi di notevole difficoltà, vince sempre chi arriva primo.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/creek4.jpg" alt="creek4.jpg" width="520" height="382" /></p>
<p><strong>Gara Kayak Cross</strong></p>
<p>Il creek è anche una specialità della canoa canadese, ma non molto diffusa. Cambia la posizione non più seduta ma in ginocchio e la pagaia con singola pala.</p>
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		<title>Il kayak da rodeo</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2006 12:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciruzz_o</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ckf]]></category>
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		<description><![CDATA[Nasce principalmente come evoluzione, anzi come estremizzazione del kayak da river running, ovvero riduzione estrema dei volumi e delle dimensioni del kayak.
Il Kayak da rodeo presente dimensioni cortissime dai 180cm ai 200cm in funzione del canoista che dovrà comandarlo, in compenso la larghezza di questi tipi di kayak si è allargata per permettere un piu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce principalmente come evoluzione, anzi come estremizzazione del kayak da river running, ovvero riduzione estrema dei volumi e delle dimensioni del kayak.</p>
<p>Il Kayak da rodeo presente dimensioni cortissime dai 180cm ai 200cm in funzione del canoista che dovrà comandarlo, in compenso la larghezza di questi tipi di kayak si è allargata per permettere un piu comodo alloggio per le gambe.</p>
<p>In questi Kayak cambia la posizione di seduta quindi, non più con le gambe allungate in avanti, ma abbastanza retratte, le ginocchia son allargate al massimo e i piedi sono piegati non toccano più su di un punta-piedi tipo piastra come nei kayak tradizionali, ma su pezzi di espanso incastrati nella punta internamente.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1916" href="http://www.canoafriuli.com/2006/12/28/il-kayak-da-rodeo/rodeo1/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1916" title="Kayak da Rodeo" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/rodeo11.jpg" alt="" width="271" height="177" /></a></p>
<p><strong>Kayak da rodeo. Foto Dagger</strong></p>
<p>Grazie ai ridotti volumi è stato possibile cimentarsi in figure acrobatiche tra onde e rapide, in particolare i famosi &#8220;Spot&#8221;, luogo ambito dai rodesti dove divertirsi in un’onda o &#8220;buco&#8221; fisso. Indispensabile l’eskimo in questa specialità.</p>
<div><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/rodeo2.jpg" alt="rodeo2.jpg" width="469" height="178" /></div>
<p>Grazie a queste acrobazie ed evoluzioni con questi tipi di Kayak ultra-corti è stato possibile dedicare uno spazio agonistico anche a questa specialità, di fatto sono nate vere e proprie gare o nel loro gergo tecnico “Contest”, ovvero gare di rodeo in spot prefissati dove ogni concorrente ha a disposizione un determinato tempo per effettuare alcune figure acrobatiche, una giuria poi darà un punteggio ad ogni figura per completare un totale per la classifica finale.</p>
<p>Il rodeo è anche una specialità della canoa canadese, sebbene non molto diffusa. Cambia la posizione non più seduta ma in ginocchio e la pagaia con singola pala.</p>
<p>Foto by by Playboatingitalia.com</p>
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		<title>Il Kayak Da Discesa Fluviale</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2006 19:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciruzz_o</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tipi di Kayak]]></category>

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		<description><![CDATA[La I.C.F. (International Canoe Federation), nel suo Codice delle Regate, definisce le dimensioni, il peso e le forme essenziali delle canoe:

Lo scafo si è ingrandito in punta e in coda per aumentare il volume di appoggio, permettendo così maggiore galleggiamento, minore beccheggio e quindi maggiore velocità.
Il grande volume della canoa favorisce il galleggiamento della punta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">La I.C.F. (International Canoe Federation), nel suo Codice delle Regate, definisce le dimensioni, il peso e le forme essenziali delle canoe:</p>
<p align="justify"><img width="596" height="91" align="middle" alt="tab1.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/tab1.jpg" /></p>
<p align="justify">Lo scafo si è ingrandito in punta e in coda per aumentare il volume di appoggio, permettendo così maggiore galleggiamento, minore beccheggio e quindi maggiore velocità.</p>
<p align="justify">Il grande volume della canoa favorisce il galleggiamento della punta sia dello scafo, favorendo lo scivolamento della canoa sull&#8217;acqua. In grandi onde, riccioli e rulli, quando la punta si infila nell&#8217;acqua, il suo notevole volume la fa affiorare prima, dividendo la massa d&#8217;acqua, così che solo una parte ridotta di essa urta contro il corpo del canoista, diminuendo l&#8217;azione frenante e disturbando meno il ritmo di pagaiata.</p>
<p>La pagaia da discesa è più lunga perché è soprattutto un mezzo di propulsione che deve dare velocità durante un lungo tragitto, quindi deve fornire all&#8217;atleta la maggior leva possibile. La pagaia lunga richiede un notevole dispendio di energia per la messa in marcia da fermo o quando si è frenati da onde di una certa entità durante il percorso; invece, una volta ottenuta una certa velocità, è più facile mantenerla che con una pagaia corta.</p>
<div><img width="330" height="112" alt="fluviale.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/fluviale.jpg" /></div>
<p align="center"><strong><em>K1, Kayak da discesa fluviale. Foto Costruttore Vajda (CZK).</em></strong></p>
<p align="right">
<div><img width="350" height="80" alt="fluviale1.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/fluviale1.jpg" /></div>
<p align="center"><strong><em>Kayak da discesa in azione su acque mosse. Costruttore Vajda (CZK).</em></strong></p>
<p align="right">
<p align="right">
<p align="center">
<p><strong /></p>
<p align="center"><strong>TECNICA DI BASE DELLA PAGAIATA IN KAYAK FLUVIALE</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">La tecnica di pagaiata nella canoa discesa può essere vista come un adattamento della tecnica fondamentale usata nella canoa da velocità, in relazione a:</p>
<p align="justify">- variabilità dell’elemento liquido (acqua mossa)</p>
<p align="justify">- forme, volumi e dimensioni dei mezzi utilizzati (canoe, pagaie)</p>
<p align="justify">- impostazioni del canoista all’interno della canoa</p>
<p>Nello slalom la pagaiata è un costante adattamento alla traiettoria da seguire e che subisce, per le condizioni d’acqua e per le porte da prendere, un continuo aggiustamento.</p>
<p>Sono anche altre le considerazioni da fare e più precisamente:</p>
<p align="justify">- Frequenza dei colpi di pagaia.</p>
<p align="justify">Nello slalom è maggiore che nella discesa. Anzitutto la pagaia più corta lo permette, inoltre il percorso medio di una gara di slalom è di solito un decimo di quello di una gara di discesa, quindi l&#8217;impegno può essere massimo appunto per la breve durata dello sforzo.</p>
<p align="justify">- Lavoro muscolare</p>
<p align="justify">Nella discesa gli stessi gruppi muscolari svolgono un lavoro ciclico e lo sforzo è quasi costante in quanto l&#8217;atleta, specie se è esperto, riesce a mantenere una certa uniformità nel ritmo ameno di alcune variazioni dovute agli arresti nelle zone ondose e di turbolenza. Nello slalom la situazione è diversa, non vi è possibilità di ritmo, la velocità passa attraverso continue variazioni dovute a porte in alita, cambi di direzione, ecc., che obbligano i gruppi muscolari a un lavoro la cui intensità cambia ad ogni istante. È buona norma comunque che uno slalomista sappia pagaiare correttamente per sfruttare quei brevi spazi rettilinei che lo schema di slalom offre sviluppando la massima velocità col minor dispendio di energia, prima di ritrovarsi impegnato in un nuovo sforzo fisico e psichico nel superare il prossimo ostacolo</p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Il ciclo di pagaiata</strong></p>
<p align="justify">È l’insieme di movimenti eseguiti con le braccia e con il corpo nella zona di lavoro a destra e a sinistra della canoa, che permettono di avanzare o di retrocedere.</p>
<p align="justify">Per maggior conoscenza del movimento complesso della pagaiata parleremo delle varie azioni eseguite da ogni braccio, per completare l&#8217;analisi già fatta nei preliminari sul lavoro delle mani e dei polsi durante tale manovra.</p>
<p align="justify">Il ciclo viene diviso in una prima fase, per esempio quella del braccio destro, che è l&#8217;immersione della pala nella zona anteriore, seguita dalla trazione, o propulsione quindi dall&#8217;estrazione della pala verso la zona posteriore; terminata questa fase, il braccio che ha eseguito la trazione cambia lavoro e diventa braccio di spinta.</p>
<p align="justify">Nell&#8217;istante in cui la pala destra è stata estratta dall&#8217;acqua, inizia l&#8217;immersione della pala sinistra, che prosegue con la trazione, l&#8217;estrazione e così via per un nuovo ciclo.</p>
<p align="justify">Il ciclo è composto di fasi di lavoro coordinate, come per esempio l&#8217;estrazione con il braccio destro e l&#8217;immersione con il sinistro, oppure la trazione con il braccio destro e la spinta con il sinistro.</p>
<p align="justify">La contemporaneità dei movimenti descritti è uno degli aspetti più importanti per un buon rendimento. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro: nelle varie fasi abbiamo previsto il lavoro delle braccia, delle mani e dei polsi; ora aggiungiamo il lavoro con il corpo attraverso un libero movimento di torsione del tronco. In questo modo potremo aumentare la lunghezza dei colpi di propulsione rispetto a quella possibile con il tronco bloccato che limita l&#8217;immersione in avanti riducendone la corsa.</p>
<p align="justify">Ai movimenti delle braccia e del tronco faranno ora riscontro i movimenti delle gambe e dei piedi, che ci aiuteranno a migliorare lo scorrimento della canoa sull&#8217;acqua.</p>
<p align="justify">Mentre il braccio destro esegue la trazione, la gamba e il piede destri contrastano e bilanciano tale sforzo, premendo contro il poggiapiedi. Lo stesso avviene par gamba e piede sinistri, quando sarà il braccio sinistro a entrare in azione.</p>
<p align="justify">Per concludere, il ciclo di pagaiata seguirà questo ordine:</p>
<p align="justify">- torsione del tronco, per portare più avanti la spalla e il braccio che, disteso, immergerà la pala in acqua correttamente, senza alzare spruzzi;</p>
<p align="justify">- attacco nella trazione della pala, che inizia con la torsione del tronco, dato che, per dare velocità allo scafo, viene richiesto uno sforzo notevole e i grandi muscoli del tronco sono i più adatti a sopportarlo, mentre per il momento il braccio resta disteso e la sua spalla rilassata;</p>
<p align="justify">- proseguimento della trazione, che viene effettuato dalla torsione del tronco e dal lavoro del braccio che durante la trazione si piega sino a raggiungere un angolo, fra braccio ed avambraccio, di cento gradi circa. Durante la trazione, le spalle sono decontratte e il braccio passa vicino al corpo senza sollevare il gomito;</p>
<p align="justify">- durante il proseguimento della trazione l&#8217;altro braccio spinge la pagaia, migliorando così l&#8217;effetto della trazione stessa. Questa spinta viene effettuata con il gomito sollevato, per dare al braccio una leva migliore. L&#8217;azione termina nel momento in cui il braccio sarà disteso e parallelo alla linea mediana che passa fra punta e coda della canoa. La spalla del braccio di spinta è decontratta;</p>
<p align="justify">- estrazione della pala (che non deve sollevare acqua). Si ottiene tenendo la pala di taglio. Essendo questa una fase passiva per l&#8217;avanzamento della canoa, è bene eseguirla velocemente per inserire subito l&#8217;altra pala in acqua con il braccio disteso, pronto a iniziare una nuova trazione.</p>
<p align="justify">Come avrete notato molte parti del corpo partecipano al ciclo di pagaiata. Sarà quindi la naturalezza e la decontrazione che permetteranno di eseguire i movimenti descritti in modo corretto e con la massima coordinazione, fondamentale per riuscire a far scivolare sull&#8217;acqua più velocemente la canoa.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Propulsione indietro</strong></p>
<p>Per far retrocedere la canoa, abbiamo detto in precedenza che solitamente si usa il dorso della pala che, inserito nella zona posteriore, viene spinta verso la zona anteriore.</p>
<p>Inoltre:</p>
<p>- per mantenere o modificare la direzione che ci siamo prefissati occorre agire come già visto nei fondamentali;</p>
<p>- controllare la parte posteriore del mezzo, ruotando bene il tronco, il che sarà utile sia per anticipare l’immersione della pala sia per dare maggiore impulso alla retropulsione.</p>
<p align="justify">Le braccia devono fare corpo unico con il tronco. Il sinistro, che esegue la spinta, rimane disteso mentre viene aiutato dalla torsione del tronco. L&#8217;altro braccio aiuta a tenere in posizione la pagaia e accompagnarla durante la spinta.</p>
<p align="justify">Se si effettua una retropulsione lavorando a semicerchio distante dal bordo della canoa, si realizzerà una &#8220;retropulsione circolare&#8221;.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Propulsione indietro con la parte concava della pala</strong></p>
<p align="justify">Anziché con il dorso, va eseguita con il cucchiaio. Questa manovra richiede:</p>
<p>- un controllo della pala che deve offrire la massima resistenza per meglio retrocedere;</p>
<p>- il tronco deve essere molto mobile per permettere un inserimento molto arretrato della pala verso la zona posteriore;</p>
<p>- il braccio che segue la trazione e l&#8217;estrazione della pala è aiutato dall&#8217;altro che mantiene in posizione verticale la pagaia dal lato in cui viene effettuata la retropulsione.</p>
<p align="justify">Retrocedere lavorando in questo modo non è semplice, in quanto dipenderà dalla facilità di torsione con il tronco per poter inserire la pala più verso la zona posteriore, dando così maggior effetto alla retropulsione.</p>
<p align="justify">Converrà a questo punto esercitarsi nella retropulsione, perché ci sarà utile in molte occasioni, aumentando la scioltezza nella torsione e migliorando la sensibilità per il controllo della zona posteriore.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong> </strong></p>
<p align="justify"><strong>Propulsione circolare avanti</strong></p>
<p>La propulsione circolare avanti serve per cambiare la direzione dell’imbarcazione. La pagaiata verrà effettuata secondo una traiettoria circolare il più possibile distante dalla canoa partendo dalla punta</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Propulsione circolare indietro</strong></p>
<p align="justify">La propulsione circolare indietro serve per cambiare la direzione dell’imbarcazione. La pagaiata verrà effettuata secondo una traiettoria circolare il più possibile distante dalla canoa partendo dalla coda.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong> </strong></p>
<p align="justify"><strong>Aggancio</strong></p>
<p align="justify">Una manovra che nel corso degli anni ha subito una profonda trasformazione. Da sola azione per cambiare direzione all’imbarcazione anche a manovra utilizzata per controllare il proprio mezzo in velocità. Codificarla in rigidi schemi didattici diventa limitativo, ogni soggetto dovrà cercare gli angoli ideali per la sua realizzazione rispettando la massima verticalità con una apertura della pala in relazione alle mutevoli condizioni dell’acqua.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Appoggio</strong></p>
<p align="justify">Una manovra che permette di ristabilire l’equilibrio o un eventuale sbilanciamento, potrà essere effettuato con il braccio esterno alto oppure basso. Da qui la definizione di &#8220;appoggio alto&#8221; o &#8220;appoggio basso&#8221;.</p>
<p align="justify">Il primo avrà uno sviluppo dalla parte anteriore fino alla parte centrale con una azione circolare della pala. Il secondo partirà dalla zona posteriore, utilizzando il dorso della pala e relativa torsione del busto , per chiudere nella parte anteriore con il contemporaneo riassetto del mezzo.</p>
<p align="center">
<p align="center">
<p><strong /></p>
<p align="center"><strong>4.3.1 LA TECNICA DI BASE PER IL CONTROLLO DEL MEZZO</strong></p>
<p align="justify"><strong>Impostazione</strong></p>
<p align="justify">L’impostazione è la posizione che assume il canoista all’interno del mezzo che dovrà essere:</p>
<p align="justify">- seduta con il busto eretto e inclinato in avanti</p>
<p align="justify">- le gambe devono essere divaricate e leggermente piegate in appoggio ai relativi premicoscia</p>
<p align="justify">- i piedi poggiano con il tallone sul fondo del kayak e l’avampiede sul puntapiedi.</p>
<p align="justify">Tale impostazione deve consentire al canoista di essere un tuttuno con il mezzo e nello stesso tempo consentire una sufficiente mobilità per eseguire al meglio le manovre. Tutti gli accorgimenti usati per una corretta impostazione non devono però costituire un impedimento alla possibilità di uscire rapidamente e in sicurezza dal kayak.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Entrata in corrente</strong></p>
<p align="justify">E’ quella manovra che permette di passare da una zona di acqua ferma (morta) ad una zona di acqua corrente (corrente).</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Entrata in morta</strong></p>
<p align="justify">E’ quella manovra che permette di passare da una zona di acqua corrente ad una zona di acqua morta.</p>
<p><strong /></p>
<p align="center"><strong>4.4 TECNICA DI BASE DELLA PAGAIATA IN CANADESE FLUVIALE</strong></p>
<p align="justify">Nella canadese l&#8217;atleta è inginocchiato all’interno del mezzo e potrà utilizzare vari assetti (seggiolino, asse e altri) a seconda delle stesse caratteristiche antropometriche del canoista. <strong>Pagaiata propulsiva avanti </strong></p>
<p align="justify">E’ una manovra che permette l’avanzamento del mezzo il più possibile linearmente. La pala deve essere inserita in acqua il più avanti possibile, rispettando la posizione eretta e avanzata del canoista, e estratta all’altezza del busto. L’azione propulsiva è composta da:</p>
<p align="justify">- trazione del braccio basso</p>
<p align="justify">- spinta del braccio alto</p>
<p align="justify">- torsione del busto</p>
<p align="justify">- spinta del bacino con conseguente pressione sulle ginocchia</p>
<p align="justify">L’estrazione con conseguente fase di recupero avviene:</p>
<p align="justify">- rotazione interna (flessione palmare) della mano del braccio basso con relativa rotazione</p>
<p align="justify">esterna (torsione esterna della mano) della mano del braccio alto. Azione conosciuta con il nome di &#8220;J-stroke&#8221; (colpo a forma di J)</p>
<p align="justify">- dopo l’estrazione la pala deve, il più velocemente possibile, essere riportata avanti per la successiva presa. Questa azione deve essere eseguita con la massima decontrazione muscolare (fase aerea)</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>MANOVRE FONDAMENTALI</strong></p>
<p align="justify">Per la CI continua il riferimento al pagaiatore sinistro.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Deviazione</strong></p>
<p align="justify">Abbiamo visto prima come si applica la correzione per impedire la deviazione della canoa verso destra.</p>
<p>Invece per impedire la deviazione verso sinistra basterà attenuare detta correzione .Quanto sopra si deve intendere riferito a leggere deviazioni.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Propulsione circolare</strong></p>
<p>Viene effettuata come per il kayak. Le ginocchia aiutano a spostare la zona anteriore della canoa, per esempio a destra se la propulsione viene effettuata dal lato sinistro.</p>
<p><strong>Scarto (in francese &#8220;écart)</strong></p>
<p>(in francese &#8220;écart)</p>
<p align="justify">È una manovra che serve a spostare la canoa parallelamente a se stessa verso tra (quando si voga a sinistra).</p>
<p>La pala viene immersa di taglio sotto la canoa. Il braccio destro si dispone disteso verso l&#8217;esterno, all&#8217;altezza della fronte, per lasciare libera la visuale. Il sinistro fa poggiare il manico sul bordo della canoa. A questo punto la mano destra effettua a trazione, la pala fa resistenza in acqua e la canoa viene spinta verso destra dalla pressione del manico della pagaia sul bordo della canoa.</p>
<p>È chiaro che lo scarto applicato nella zona laterale dia origine a uno spostamento parallelo verso destra; applicato anteriormente, a una curva verso destra; posteriormente, a una curva verso sinistra.</p>
<p align="justify">Le manovre di scarto vengono eseguite in equilibrio precario, perché lo sforzo dell’acqua sulla pala tende a far ruotare lo scafo ribaltandolo a sinistra.</p>
<p align="justify">Questo equilibrio deve essere compensato con uno spostamento del busto verso destra, come per la correzione vista prima, e per quanto possibile lo scafo va sollevato con la coscia sinistra, recuperando l&#8217;assetto normale appena terminata la manovra.</p>
<p><strong>Richiamo (in francese &#8220;appel)</strong></p>
<p>(in francese &#8220;appel)Come lo scarto, il richiamo può essere effettuato nella zona laterale anteriore o posteriore; serve per lo spostamento parallelo verso sinistra (mentre per lo scarto era a destra) e per curvare a destra e a sinistra, come per lo scarto. La pala viene immersa lontano dal bordo della canoa, all&#8217;altezza dell&#8217;abitacolo, e quindi tirata a se con una trazione del braccio che sta sotto (il sinistro), mentre il braccio destro, che sta sopra, spinge contemporaneamente in fuori.</p>
<p>Lo scafo durante la trazione verrà sollevato dal ginocchio sinistro. La pala, come per il kayak, non deve essere portata a contatto dello scafo, ma a una certa distanza. Il richiamo effettuato nella zona anteriore (come in figura) viene chiamato anche nella canadese &#8220;aggancio&#8221; e ci permetterà di far girare la canoa verso sinistra.</p>
<p align="justify">Effettuando una trazione nella zona posteriore a sinistra si otterrà un cambio di direzione verso destra.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Recupero della pala</strong></p>
<p align="justify">Tutti i movimenti di recupero, sia nella pagaiata sia nelle varie manovre, possono essere effettuati senza estrarre la pala dall&#8217;acqua, facendola scorrere di taglio (in inglese &#8220;slice&#8221;) fino al punto di partenza, come già visto negli esercizi di richiamo nel kayak.</p>
<p align="justify">Quando per svariate situazioni non sia possibile o sufficiente manovrare da un solo lato, potremo ricorre al lavoro effettuato anche nel lato opposto a quello di voga. Tutte le manovre così seguite le chiameremo manovre in &#8220;deborde&#8221;.</p>
<p align="justify">Richiamo in &#8220;deborde&#8221; Viene effettuato dall&#8217;altro lato con una forte torsione del busto e ci offre il vantaggio di non cambiare l&#8217;impugnatura della pagaia, anche se la mano di trazione viene spostata un pò verso l&#8217;alto. Il richiamo invertito come quello normale serve per lo spostamento parallelo della canoa. Per eseguire l&#8217;esercizio correttamente, il busto va ruotato in modo da poter emergere la pala a destra il più lontano possibile dal bordo. Il braccio sinistro (in basso) esercita una trazione verso la canoa, mentre il destro spinge in fuori contemporaneamente, o in altri casi contrasta semplicemente. Anche qui è importante estrarre la pala dall&#8217;acqua in avanti e di taglio, prima che il manico arrivi a contatto della canoa. Le ginocchia agevolano il movimento di richiamo.</p>
<p align="justify">Il richiamo in &#8220;deborde&#8221; verso la zona posteriore non viene usato per la difficoltà di manovra. Per spostare a sinistra l&#8217;imbarcazione è più comodo ed efficace lavorare nella zona anteriore di sinistra.</p>
<p><strong>Aggancio in &#8220;deborde»</strong></p>
<p>È come il richiamo in &#8220;deborde&#8221;, ma la trazione della pala, invece di far spostare parallelamente la canoa, ne farà girare la zona anteriore destra. Entrambe le ginocchia portano la zona anteriore verso la pala.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Pagaiata in &#8220;deborde&#8221;</strong></p>
<p align="justify">Questa manovra viene effettuata in particolari condizioni, per mantenere o modificare la direzione. Le gambe sono decontratte, per facilitare la torsione del busto.</p>
<p align="justify">Abbiamo esaminato le manovre: scarto, richiamo, aggancio e richiamo, aggancio e pagaiata in &#8220;deborde&#8221;; tutte servono per spostare la canoa parallelamente a se stessa e per curvare a destra o a sinistra. Le circostanze e l&#8217;esperienza suggeriranno di volta in volta quale di esse è più opportuno usare.</p>
<p><strong>Appoggi</strong></p>
<p align="justify">Nella C1 l&#8217;appoggio più semplice per dare maggior stabilità al sistema uomo- canoa è quello eseguito a pala rovesciata, facendola scivolare sull&#8217;acqua (così come avviene nel kayak col dorso della pala). Può essere eseguito a scopo di esercitazione al termine della passata in acqua per riportare la pala in avanti in posizione di attacco.</p>
<p align="justify">Appoggio in sospensione</p>
<p align="justify">In caso di sbilanciamento sia volontario sia involontario a sinistra, si effettua un richiamo deciso appoggiando la pala in acqua e sollevando il ginocchio sinistro. Questo servirà a raddrizzare la canoa e a riequilibrare il sistema. Nel caso di sbilanciamento a destra, cioè dal lato opposto di pagaiata, si effettua uno scarto a sinistra per riequilibrare.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong> </strong></p>
<p align="justify"><strong>Appoggio in &#8220;deborde&#8221;</strong></p>
<p align="justify">E’ un appoggio realizzabile sul Iato opposto a quello di voga. Viene effettuato come i un richiamo in &#8220;debordè &#8221; in caso di sbilanciamento a destra. Il rapido passaggio dalla posizione di sbilanciamento a quella di attacco per l&#8217;appoggio crea già di per se il raddrizzamento dello scafo. Il sollevamento del ginocchio destro viene inserito subito dopo l&#8217;attacco della pala in acqua.</p>
<p align="justify">Durante gli appoggi conviene abbassare la testa e inclinare il busto verso la canoa .I per rendere più basso il baricentro migliorando la stabilità.</p>
<p><strong /></p>
<p align="center"><strong>4.5 L &#8216;ESKIMO: TECNICA E DIDATTICA</strong></p>
<p align="center">
<p align="justify">L&#8217; eskimo è una manovra inventata dagli eskimesi per ritornare in posizione di vogata dopo un capovolgimento.</p>
<p align="justify">Tutti i canoisti devono sapere eseguire l’eskimo per evitare di uscire dalla canoa e di nuotare a riva rimorchiando lo scafo e doverlo vuotare. L&#8217;eskimo poi è una necessità quando in mare o in un lago ci si capovolge lontani da riva, così come 10 era per gli eskimesi che affrontavano lunghi viaggi per mare e dure lotte di caccia e di pesca.</p>
<p><strong><em>Come si esegue</em></strong></p>
<p align="justify">Anche qui è questione di sensibilità, di preparazione e di ambientamento. La prima volta che ci si capovolge per tentare l’eskimo, prenderà una specie di smarrimento e sarà difficile impostare le manovre correttamente, insieme a un certo panico che spingerà il canoista ad uscir fuori al più presto. Sarà bene quindi fare alcuni esercizi di ambientamento, indossando una maschera da sub e rimanendo un poco sott&#8217;acqua guardando il mondo subacqueo, la canoa, la superficie, facendo alcune flessioni del busto per avvicinare la testa allo scafo. Dopodiché si passerà all&#8217;esercizio vero e proprio, in acqua calma di fiume, di lago, o meglio ancora in piscina.</p>
<p align="justify">Per eseguirlo occorre formare corpo unico con la canoa, divaricando le gambe e premendo le ginocchia ai lati dello scafo. Questa posizione eviterà pure lo sfilamento dalla canoa nel capovolgimento. Il movimento del bacino e dei fianchi permetterà un più agevole raddrizzamento dello scafo. Anche la pagaia dovrà essere posizionata per permettere, attraverso un ampio movimento eseguito con la giusta incidenza, di sostenere 10 sforzo necessario a emergere.</p>
<p align="justify">Per poter eseguire nel modo migliore questa manovra occorre arrivarci attraverso i seguenti esercizi:</p>
<p align="justify">- nella prima parte si farà esperienza senza la pagaia, per poterci adattare alla posizione e per capire come far ruotare lo scafo. All&#8217;inizio si effettueranno oscillazioni graduali, tenendo il bordo della piscina con una o due mani o facendoci sostenere da un compagno;</p>
<p align="justify"><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo1.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="150" height="122" align="left" alt="eskimo1.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo1.jpg" /></a>- gradualmente si eseguirà un mezzo capovolgimento di 180° ( dis. 32 ), con il ritorno dalla stessa parte. La pressione delle mani sugli appoggi dovrà essere minima, come pure lo sforzo, lasciando emergere per ultimo il capo per agevolare la rotazione dello scafo. L&#8217;esercizio va effettuato dal lato destro e sinistro, per meglio analizzare i movimenti del bacino che permetteranno di far ruotare più facilmente lo scafo. Per esercitarsi da soli si può utilizzare come sostegno una tavoletta galleggiante usata normalmente per imparare a nuotare;</p>
<p align="justify">- in seguito il giovane si lascerà cadere dal lato della canoa opposto al bordo della piscina, eseguendo il capovolgimento completo (dis. 33), portando poi le mani in appoggio sul bordo o sulle mani di un compagno, pronti a riemergere;</p>
<p align="justify"><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo2.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="150" height="124" align="left" alt="eskimo2.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo2.jpg" /></a></p>
<p align="justify">
<p align="justify">- nel passaggio sott&#8217;acqua il corpo deve essere posizionato in modo che faccia minor resistenza per affiorare più facilmente. Per riemergere, comportarsi come per il mezzo capovolgimento. Anche in questo caso è bene esercitarsi lasciandosi cadere dal lato destro e sinistro effettuando il capovolgimento completo.</p>
<p align="left">
<p align="left">- la si impugna come quando si pagaia si posiziona di fianco allo scafo (l). La parte concava della pala, che sta davanti, sarà rivolta verso l&#8217;alto. Il busto dovrà essere inclinato in avanti per ridurre la resistenza in acqua durante il giro subacqueo; <a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo3.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="150" height="57" align="right" alt="eskimo3.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo3.jpg" /></a></p>
<p>- rovesciarsi a testa in giù con l&#8217;abitacolo munito di paraspruzzi (2); &#8211; le cosce dovranno essere divaricate, perché le gambe non si sfilino dallo scafo;</p>
<p>- si fa uscire lentamente un po’ d &#8216;aria dalle narici, per impedire all’acqua di entrare. All&#8217;inizio è consigliabile fare uso di maschera da sub o di mollette stringinaso;</p>
<p>- una volta a testa in giù (3A) bisognerà che sia conservata la posizione di partenza per quanto riguarda la pagaia, che per via di ribaltamento avrà la parte concava della pala anteriore rivolta verso il basso. Il corpo invece deve cominciare a spostarsi verso il lato di uscita (3D). Questo serve a ridurre la resistenza quando sarà eseguita la manovra di raddrizzamento;</p>
<p>- la pala anteriore è pronta così per iniziare 1 &#8216;appoggio progressivo, che dovrà essere eseguito in modo che essa descriva un ampio arco verso l&#8217;esterno (3A, D, C, D, E);</p>
<p>- fin dall&#8217;inizio della descrizione di questo arco la pala dovrà trovare appoggio nell&#8217;acqua senza sprofondare, e questo si ottiene dandole l&#8217;opportuna incidenza.</p>
<p><u /></p>
<p align="justify"><u><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo4.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="150" height="67" align="left" alt="eskimo4.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo4.jpg" /></a></u></p>
<p align="justify">Nello stesso tempo la pagaia dovrà rimanere orizzontale, e perché questo avvenga, il braccio sinistro dovrà essere tenuto flesso e aderente al corpo, come in 3E. Con l&#8217;inizio dell&#8217;appoggio il bacino dovrà subito agevolare la rotazione dello scafo, mentre il corpo e soprattutto il capo riemergeranno per ultimi;</p>
<p>- a partire dalla posizione 3C il corpo del canoista comincerà l&#8217;emersione, che si completerà quando la pala sarà come nella posizione E.</p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo5.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="212" height="99" align="right" alt="eskimo5.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo5.jpg" /></a>Come si vede, e soprattutto come si constaterà attraverso le prove, il raddrizzamento non avviene se si dà un frettoloso colpo di pagaia verso il basso (4 NO), che fa sprofondare la pala e fa mancare l&#8217;appoggio nella parte conclusiva dell &#8216;emersione, ma bensì se si fa perdurare tale appoggio con il movimento ampio prima descritto, che deve svolgersi il più possibile in superficie (4 SI).</p>
<p><strong>Come provare</strong></p>
<p align="justify">Se si è soli scegliere una zona di acqua piuttosto bassa, in modo che se l&#8217;eskimo non riesce ci si possa raddrizzare spingendo con la pala contro il fondo, oppure fissando sul dorso della pala un pezzo di espanso o un galleggiante che ne aumenti l&#8217;appoggio. Con l&#8217;aiuto di una persona esperta che all&#8217;inizio sostiene la pala e la guida mentre ! descrive l&#8217;arco, l&#8217;apprendimento sarà facilitato; un altro modo di coadiuvare l&#8217;apprendista è quello di aiutare la rotazione della canoa afferrandola per la zona anteriore o posteriore; meglio se le persone sono due una per parte. <a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo6.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="150" height="120" align="right" alt="eskimo6.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo6.jpg" /></a></p>
<p align="justify">L&#8217;eskimo in figura (dis. 35) è eseguito con un capovolgi mento a sinistra (n.l ) e uscita a destra dopo aver ruotato di 3600. Con la stessa posizione di partenza (pagaia a sinistra) ci si può capovolgere a destra (n.2); in tal caso, dato che il raddrizzamento avverrà dalla stessa parte, si ruoterà solo di 180°. In questo modo da qualunque parte avvenga il capovolgimento si sa come ci si raddrizza.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo7.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="150" height="139" align="left" alt="eskimo7.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo7.jpg" /></a></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Una volta insegnato questo tipo di eskimo, che è sufficiente a risolvere il problema del capovolgimento, volendo si può insegnare a uscire da sinistra invece che da destra, collocando la pagaia questa volta a destra.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify">L&#8217;eskimo perché sia veramente efficace deve essere eseguito con la massima sicurezza e rapidità. Quindi è necessario ripetere l&#8217;esercizio molte volte, fino a infilare una serie di eskimi uno attaccato all&#8217;altro, per far sì che il movimento diventi automatico, in modo che, quando avviene un capovolgimento improvviso, i movimenti necessari siano eseguiti immediatamente e con naturalezza.</p>
<p align="justify">Infatti l&#8217;eskimo in acqua calma è una cosa, in acqua viva un&#8217;altra.<a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo8.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="150" height="94" align="right" alt="eskimo8.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo8.jpg" /></a> Quando ci si capovolge e la canoa è parallela alla corrente, teoricamente non dovrebbero esservi difficoltà per chi sa eseguire l&#8217;eskimo come detto sopra. Nel caso che la canoa si ponga di traverso alla corrente, sarà molto più facile uscire verso valle che verso monte; se poi l&#8217;acqua è rapida è quasi impossibile uscire a monte. Come comportarsi? Una volta sotto, non esiste certo il tempo di capire come e dove si è.</p>
<p align="justify">Invece immediatamente si azionerà la pagaia per raddrizzare. Subito si avvertirà se la pala ha non ha trovato un appoggio sufficiente; se l&#8217;appoggio non è avvertito, bisognerà attendere un’ attimo e riprovare. La canoa con molta probabilità si sarà spostata e la gaia potrà fare presa.</p>
<p>L&#8217;ultimo tentativo lo si farà quindi facendo scivolare le mani verso la pala vicino a i e portando l&#8217;altra pala il più lontano possibile dallo scafo (n. 3 ), e senza fare nessuna azione si spingerà verso il basso. In questo modo disporremo di un braccio di leva maggiore e avremo buone probabilità di riuscita. Perché allora non si è fatto ricorso subito a questa manovra? Semplicemente perché l&#8217;altra è più veloce e si esegue con la aia così come la si ha in mano per pagaiare.</p>
<p><a href="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/eskimo9.jpg" rel="lightbox[69]"><img width="150" height="97" align="left" alt="eskimo9.jpg" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/.thumbs/.eskimo9.jpg" /></a> Un terzo tipo di eskimo, di più sicura riuscita ma il più lento di tutti, si ottiene facendo scorrere la pagaia finche la pala è davanti al petto con la parte concava; si errerà pala e manico, come in figura, si fletterà il busto verso la zona di uscita, si allungherà la pagaia sull&#8217;acqua (n. 4 ) e si spingerà con la mano che tiene il manico. Come è evidente dalla figura, il braccio di leva è lunghissimo e quindi basta un leggero sforzo uscir fuori.</p>
<p>In questo caso il corpo sporge di più che negli altri due visti prima, in cui il corpo deve rimanere piuttosto aderente allo scafo. Ricordare che, perché la manovra sia corretta e sicura, prima di tirare fuori la testa occorre far ruotare la canoa; la testa esce per ultima. Al vantaggio di una maggiore facilità si contrappone una certa lentezza di esecuzione, a causa del laborioso posizionamento della pala. Per avere il piacere di riuscire a raddrizzarsi alle prime prove, l’ apprendista inizia questo tipo di eskimo.</p>
<p><strong /></p>
<p align="justify"><strong>Eskimo nelle canadesi CI e C2</strong></p>
<p align="justify">L&#8217;eskimo prima descritto è quello adottato anche nelle canadesi. Nella C1 la aia viene impugnata come (n.5 ), cioè con la stessa distanza fra le mani come per la voga. Ci si capovolge, si flette il busto verso la parte di uscita dopo aver appoggiato la a (n.6 ) sulla superficie e si inizia la trazione facendo ruotare la canoa nel senso della freccia raddrizzando il busto. Si ricorda che anche in questo caso è fondamentale tare prima la canoa in fase di uscita e fare uscire per ultima la testa.</p>
<p align="justify">È importante fare molti esercizi, come per il kayak, per abituarsi a quell&#8217;insolita manovra che è l&#8217;eskimo.</p>
<p align="justify">Nella canadese C2 le manovre che ogni atleta deve eseguire sono come per la C1; devono, ovviamente, essere coordinate fra loro.</p>
<p align="justify">Le varie manovre dovranno avvenire in base ad accordi prestabiliti:</p>
<p align="justify">ambedue i vogatori devono eseguire la trazione e uscire dalla stessa parte; perciò uno dei due atleti (che, come si sa, pagaiano su lati opposti) dovrà, dopo il ribaltamento, cambiare impugnatura della pagaia, portando la mano che tiene l&#8217;oliva al manico e viceversa, e prepararsi a uscire dalla stessa parte dell&#8217;altro; quando l&#8217;atleta che ha cambiato impugnatura è pronto, avverte con un colpo sullo scafo che può aver inizio l&#8217;azione di risalita. Invece del segnale col colpo sullo scafo, l&#8217;accordo fra i due può essere di iniziare la risalita dopo un certo numero di secondi (di solito quattro).</p>
<p><strong>Eskimo con le mani</strong></p>
<p align="justify">Viene eseguito dal canoista per aggiungere una preziosità al suo bagaglio sonale di esperto e un po&#8217; per dare spettacolo.</p>
<p align="justify">Bisogna sfruttare la rotazione della canoa mentre si rovescia, coordinando il movimento di spinta delle mani nell&#8217;acqua e la flessione del busto. Anche qui bisogna uscire per ultima la testa.</p>
<p><em /></p>
<p align="justify"><em>Sicurezza nell&#8217;eskimo</em></p>
<p align="justify">Nell&#8217;acqua mossa il casco è d&#8217;obbligo. È necessario, durante il rovesciamento e l&#8217;eskimo, tenere il corpo molto vicino allo scafo, per offrire minor bersaglio agli ostacoli.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify">Nel caso che l&#8217;eskimo non riesca, o si ritenga di non eseguirlo, una volta usciti dall&#8217;abitacolo bisogna attenersi a queste regole:</p>
<p align="justify">- senza lasciare la pagaia, si abbraccia lo scafo per farsi sostenere, oppure si afferra la maniglia per portarlo verso l&#8217;acqua bassa o in morta;</p>
<p align="justify">- nell’ acqua mossa non è il caso di cercare di raddrizzare lo scafo, ma occorre portarlo al più presto a riva o in acque tranquille per impedire che sia trascinato dove potrebbe urtare e rompersi;</p>
<p align="justify">- quando si tiene lo scafo per la maniglia e si presenta un tratto da fare portati dalla corrente, è bene tenere i piedi in avanti, a riparo da eventuali ostacoli;</p>
<p align="justify">- nel caso che ci si trovi in rapida e non si riesca a portare lo scafo a riva e la rapida continua, conviene lasciarlo andare, prima che diventi pericoloso anche per il canoista in acqua.</p>
<p><strong>Bibliografia:</strong></p>
<p><strong><em>Tecnica di pagaiata fluviale (fonte Federazione Italiana Canoa – Kayak – CANOA, Manuale dell’istruttore, Roma 1989).</em></strong></p>
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		<title>Il Kayak Sit On Top</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 20:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Carletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
Il Sit on Top, o SurfSki come dice il nome stesso, è un kayak autosvuotante, lo si trova facilmente presso i centri noleggi, dato che non richiede alcuna abilità e conoscenza.
E’ facile da usare, offre la possibilità di pagaiare con le gambe all’aria, essendo completamente aperto e non desta alcun timore e difficoltà al principiante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1922" href="http://www.canoafriuli.com/2006/12/19/il-kayak-sit-on-top/attachment/1149696546/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1922" title="Kayak Sit on Top" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/11496965461.jpg" alt="" width="389" height="184" /></a> </p>
<p>Il Sit on Top, o <em>SurfSki</em> come dice il nome stesso, è un kayak <em>autosvuotante</em>, lo si trova facilmente presso i centri noleggi, dato che non richiede alcuna abilità e conoscenza.<img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/Pa190033.jpg" alt="Pa190033.jpg" width="200" height="150" align="right" /></p>
<p>E’ facile da usare, offre la possibilità di pagaiare con le gambe all’aria, essendo completamente aperto e non desta alcun timore e difficoltà al principiante in quanto in caso di caduta, permette il rientro facilmente, senza dovendo per forza ricorrere l’eskimo. Essendo completamente aperto è più esposto all’acqua ed è per cui consigliabile il suo uso nelle stagioni calde.</p>
<p>Ha lunghezze variabili: quelli più corti e più larghi sono più adatti s surfare le onde, essendo più manovrabili; quelli più lunghi, invece, possono arrivare fino ai 6 metri di lunghezza, sono più stretti e quindi più instabili ma più veloci perché tagliano meglio l’acqua.</p>
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		<title>La canoa pneumatica</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 20:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Carletti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anoa]]></category>
		<category><![CDATA[canoa pneumatica]]></category>
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		<description><![CDATA[La canoa pneumatica non è altro che una canoa gonfiabile, l’ideale per chi ha problemi di spazio; è facile da manovrare, buona per un canoista alle prime armi.
 
Le sue caratteristiche sono prima di tutto la facilità nel trasportarla: quelle piccole, che pesano all’incirca sui 12 kg, possono essere trasportate anche per lunghi tratti, ripiegate nello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1926" href="http://www.canoafriuli.com/2006/12/19/la-canoa-pneumatica/canoe_rigide_aa_nautica24821/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1926" title="Canoa pneumatica" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/Canoe_rigide_AA_NAUTICA248211.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>La canoa pneumatica non è altro che una canoa gonfiabile, l’ideale per chi ha problemi di spazio; è facile da manovrare, buona per un canoista alle prime armi.</p>
<p> </p>
<p>Le sue caratteristiche sono prima di tutto la <strong>facilità </strong>nel trasportarla: quelle piccole, che pesano all’incirca sui 12 kg, possono essere trasportate anche per lunghi tratti, ripiegate nello zaino in spalla; quelle di più grandi dimensioni arrivano invece fino a 20 kg. e stanno comodamente nel bagagliaio di un’automobile.</p>
<p><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/se330.1_40.jpg" alt="se330.1_40.jpg" width="185" height="105" align="left" /></p>
<p>Una delle sue particolarità è <strong>l’assenza del pozzetto</strong>, come nel kayak &#8220;Sit On Top&#8221; e quindi la libertà di movimento all’interno dell’imbarcazione aumenta notevolmente; questo risulta essere utile nei momenti di difficoltà in situazioni estreme.</p>
<p>La canoa pneumatica è un’imbarcazione <strong>stabile</strong>, di solito larga attorno agli 80 cm, con due tubolari laterali che la aiutano in caso di oscillazione.</p>
<div><img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2006.02.22.11.24.09.png" alt="2006.02.22.11.24.09.png" width="244" height="120" /></div>
<p>A causa dei materiali di cui è costituita, possiamo dire che è lenta, e non idrodinamica, inoltre essendo aperta c’è bisogno di stivare bene l’equipaggiamento in sacche ermetiche.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kayak DA MARE / FIUME</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 21:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Carletti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tipi di Kayak]]></category>
		<category><![CDATA[canoa]]></category>
		<category><![CDATA[ckf]]></category>
		<category><![CDATA[differenza kayak]]></category>
		<category><![CDATA[kayak]]></category>
		<category><![CDATA[kayak da mare]]></category>

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		<description><![CDATA[I kayak da mare e da fiume che si sono diffusi in questi ultimi anni, grazie anche alla continua specializzazione che ha raggiunto questo settore, sono delle imbarcazioni ben costruite per un ambiente specifico.
In primis, possiamo dire che è caratterizzato dalla sua lunghezza, e dalla prua e dalla poppa affusolate, perfette per tagliare le onde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I kayak da mare e da fiume che si sono diffusi in questi ultimi anni, grazie anche alla continua specializzazione che ha raggiunto questo settore, sono delle imbarcazioni ben costruite per un ambiente specifico.<br />
<img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/Catalina.jpg" alt="Catalina.jpg" width="173" height="139" align="left" />In primis, possiamo dire che è caratterizzato dalla sua <em>lunghezza</em>, e dalla <em>prua e dalla poppa affusolate</em>, perfette per tagliare le onde del mare e intraprendere lunghi viaggi. Sono dei mezzi stabili e resistenti, solitamente di polietilene o vetro-resina, con una chiglia più o meno pronunciata, e con una larghezza sui 50 / 60 cm.</p>
<p>Sono caratterizzate da un <em>ponte di poppa (post.), uno di prua (ant.)</em> con al centro un’apertura chiamata “<em>Pozzetto</em>”, che consente al canoista di manovrare il kayak con il bacino e arti inferiori e di entrare / uscire sfilandosi.</p>
<div>
<div><a rel="attachment wp-att-1929" href="http://www.canoafriuli.com/2006/12/18/kayak-da-mare-fiume/ventura/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1929" title="Kayak Da Mare" src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/Ventura1.jpg" alt="" width="500" height="103" /></a></div>
</div>
<p>Sia a poppa che a prua possono presentare dei &#8220;<em>Gavoni&#8221;</em>, ossia delle paratie stagne utili in primo luogo come riserva di galleggiamento in caso di ribaltamento, e secondariamente come comodo luogo dove depositare tutto il necessario per un’escursione.I kayak da mare e da fiume sono simili, presentano però delle diversità importanti da evidenziare:<br />
il primo è <em>più lungo</em> in quanto deve mantenere una rotta più dritta, contrastando il più  possibile l’azione del vento e della corrente; <img src="http://www.canoafriuli.com/wp-content/uploads/2006.04.27.17.30.29.png" alt="2006.04.27.17.30.29.png" width="300" height="47" align="right" /><br />
quello da fiume, invece, è un po’ più corto in quanto nel fiume c’è maggior bisogno di <em>manovrabilità</em>, sia a causa degli spazi più ristretti, che per le onde dei fiumi prodotte dalla corrente che determinano spostamenti laterali violenti ed imprevedibili.<br />
Un elemento utile, ma non indispensabile, presente solitamente nel kayak di mare, è rappresentato dal <em>&#8220;Timone&#8221;</em>: esso oltre ad aiutare nelle virate è anche necessario per mantenere la rotta, nonostante l’azione contrastante del vento e della corrente.</p>
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