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Quattro giorni sul Lago Maggiore

Se hai un cuore e una camicia, vendi la camicia e visita i dintorni del Lago Maggiore
Questa massima pronunciata da Stendhal rispecchia con precisione la bellezza di questi luoghi. Io e Gregorio non ci siamo venduti la camicia ma comprati due mute stagne da Mutevole. Con la scusa di passare a ritirarle abbiamo approfittato per pagaiare insieme agli amici Tatiana , Mauro, Guido ed Andrea sul Lago Maggiore.

Nella tarda mattinata di giovedì abbiamo raggiunto la località di Cerro di Laveno sul lago e qui con grande piacere abbiamo ritrovato Harry, amico scozzese e compagno di viaggio di Maiorca.Il tempo di un brindisi e di un paio di fette di panettone e i kayak erano già pronti per l’imbarco.Con un paio di pagaiate abbiamo attraversato il confine immaginario tra Lombardia e Piemonte:Lach Magiur in lombardo, Lagh Magior in piemontese sempre di un lago prealpino di origine glaciale si tratta.

Passando per Pallanza, paese circondato da montagne, mi è sorto il dubbio di trovarmi a camminare tra monti e colline. Un leggero rollio dello scafo mi ha subito ricordato di essere in kayak a pagaiare tra montagne e paesini di altri tempi.
Abbiamo scelto Feriolo come base per i nostri spostamenti.
Il giorno seguente ci siamo dedicati ad esplorare l’arcipelago delle Isole Borromee. Nel XIV secolo i Borromeo, potenti feudatari della zona ma originari di Firenze, divennero proprietari delle isole e tutt’oggi la famiglia possiede ancora l’Isola Bella e l’Isola Madre.

Su queste isole sono stati costruiti splendidi palazzi e mentre sull’Isola Madre è presente una numerosa fauna di volatili, sull’Isola Bella vi sono splendidi giardini, famosi in tutta Europa per la cura e la varietà delle architetture vegetali: rose, orchidee, bulbose, magnolie, frutteti, azalee, gardenie, glicini.

Approdati sull’isola dei Pescatori, l’unica abitata stabilmente, anche se da una piccola comunità di circa 30 persone, abbiamo pranzato circondati da anatre che ci venivano letteralmente a mangiare in mano, ignare dei nostri pensieri “predatori” nei loro confronti …!
Un breve giro per il paese incantevole, con glicini secolari e gatti con voglie di coccole.
A noi è bastata una cioccolata calda per riprendere il largo. Mentre la luna faceva capolino dietro le montagne rischiarando il lago a giorno, noi arrivavamo al campo base.

Svegliati con una giornata luminosa e con un “cielo aeronautico” ci siamo diretti verso il canale che unisce il lago Maggiore con il lago Mergozzo. Anche esso circondato da montagne e con un paesino da cartolina.
Ritornati sul lago abbiamo preso a risalire il Toce, uno dei maggiori immissari del lago insieme al Ticino e la Maggia. Fino al 1850 il Toce era navigabile fino all’altezza di Anzola d’Ossola per tutto l’anno e i materiali di produzione locale, come marmi e graniti, potevano essere trasportati fino ai Navigli milanesi ed essere utilizzati per la costruzione di palazzi e chiese. Esempio è il marmo di Candoglia, utilizzato per la costruzione del Duomo di Milano.

All’imbrunire abbiamo girato la prua a favore di corrente e siamo tornati al lago giusto in tempo per giocare con la luna a nascondino tra le colline.

L’ultimo giorno, con un bel taglio del lago, abbiamo raggiunto l’Eremo di Santa Caterina del Sasso. Un monastero costruito sulla costa rocciosa, composto da tre edifici, risalente al XIV secolo, e attualmente affidato per la custodia ad una comunità di domenicani.

Ancora poche pagaiate e siamo ritornati al punto di partenza, sempre noi ma sempre diversi dopo un viaggio, anche solo di pochi giorni.

Qualche foto:

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1 Commento di “Quattro giorni sul Lago Maggiore”

  1. runkay scrive:

    Bellissime foto, complimenti !

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