San Giuliano 2011: una festa da ricordare
Sulla riva di un Natissa avvolto nella nebbia, preludio ad un palù silenzioso, grigio e deserto, un drappello d’anime colorate dalla passione per lo sport, la jota ed il vino, alle 9.30 di domenica mattina è salpata con gli attrezzati Kayak da Mare alla volta dell’incerto incedere tra tapi e barene verso l’Isola di San Giuliano, la cui ubicazione risultava nota solo sulla mappa.
Al seguito dei pagaianti arditi, una schiera di temerari turisti s’è affidata al caso, che ha condotto per le nebbie le barche lagunari che, sospese in una grassa coltre d’incertezze, son giunte per tempo alla messa in onore del palustre patrono.
Qui, peccatori e pescatori assieme hanno potuto trovare conforto ed espiazione nelle predicate indicazioni di un fiammeggiante don Firmino, con il mal celato fine di celebrar mensa, dopo aver cantato messa.
Accolti dai festosi grugniti vietnamiti dei maiali stanziali, i commensali hanno potuto trovar agile ristoro per il fisico dopo aver beneficiato di quello spirituale, coccolati da multiformi prodezze culinarie: dalle fumanti jote crodeghinate alle pastasciutte, dai salami al baccalà, dall’acqua (presente invero solo in mare o nelle gorne) al vino.
E mentre i fuochi dei caminetti evaporavano umidità e spandevano cordiale letizia, tra cori e brindisi s’aggirava un nugolo di cineoperatori, intenti a fermare nelle memorie dei loro apparati questa straordinaria giornata di festa, quasi estaticamente sospesa in spazi senza tempo.
La via del ritorno per le secche ha restituito una ancor più acherontiaca visione ai kayakers, mentre le nebbie del mattino venivano cullate altrove dai primi aliti di uno scirocco un po’ ritardatario.
Infine, raggiunta la terraferma, l’amorevole e caldo abbraccio dei sicuri muri della sede N7 ha propiziato i classici tornei di carte, che han visto contrapporsi alcuni tra i più indiscussi protagonisti della disfida a briscoletta, mentre la parola passava al gorgogliare degli ammazzacaffè dal fondo delle loro tazze.
Una giornata di festa assolutamente unica, dunque, tra cultura, sport ed enogastronomia tradizionale.
Uno speciale ringraziamento:
- ai sigg.ri De Colle che hanno saputo anche quest’anno ridar lustro con il loro impegno e la loro esemplare ospitalità alla Festa del Patrono, tanto sentita ed apprezzata;
- agli amici della Nautisette che hanno messo a disposizione alcune imbarcazioni, oltre all’abituale entusiasmo nell’appoggiare il CKF nelle sue manifestazioni principali in laguna;
- ai Graisani de Palù, che si sono spesi come sempre nell’ottima riuscita della manifestazione;
- al team delle cuoche CKF, che ha saputo motivare ogni anima al raggiungimento dell’isola sperduta nelle nebbie invernali;
- all’amico Maurizio della RAI, che con la sua professionalità ha voluto nuovamente venirci a trovare, immortalando questa giornata di festa e di tradizioni;
- ai nostri istruttori Fabio e Riccardo che, muniti di vuvuzelas e dell’abituale morbìn, non hanno sbagliato isola ed hanno condotto a sicure palate sul palù gli altri aficionados CKF;
- ad Emilio, che ha fermato il bailamme insulare in un’esilarate ed ironica galleria fotografica;
- al Sindaco di Aquileia Alviano Scarel, che da sempre ci appoggia;
- alla verve di don Firmino da Lucinico, che ha saputo indulgere sulle coscienze dei peccatori regalando loro una messa piacevolmente briosa;
- a Bela Istàe, battella d’appoggio del CKF che stoicamente ha combattuto contro le insidie dei bassi fondali per garantire alla troupe d’immortalare ogni saliente momento della pagaiata dei kayakers;
Una menzione speciale, infine, ai nostri amici giunti da lontano: Raymond, Mr.President Sottocosta, Associazione punto di riferimento per noi kayakers da mare in Italia, che ha fissato nelle sue fantascientifiche attrezzature alcuni dei momenti più significativi della giornata ed ha contribuito ad aumentare la caligine con i suoi profumati sbuffi di Dunhill 965; alla Sea Kayak Design, per averci dato la possibilità di provare il nuovo e fiammante 536, ad Alessandro, cui la Soc. Autostrade conferirà una coccarda di benemerenza per aver gommato così tante volte con entusiasmo la A4 per venirci a trovare e, infine, ai compari di Treviso, che per la seconda volta di seguito non si son fatti attendere sull’isola e che probabilmente diverranno presenza fissa nel festante panorama lagunare.
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Alla prossima!!


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