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Escursione in Kayak da Aquileia a Banco D’Orio – Il Ritorno

  1. Escursione in Kayak da Aquileia a Banco D’Orio
  2. Escursione in Kayak da Aquileia a Banco D’Orio – Il Ritorno

[NOTE: questo articolo è stato scritto da Fabio Degrassi - le note in corsivo tra parentesi quadre sono di Davide Tommasin - KING_Hack]

E ora di risalire in Kayak. Qualche consiglio su come appoggiare il peso. Si sale a cavalcioni da dietro e ci si sistema dentro il Kayak. Non ci sarei arrivato da solo. Avrei d’istinto tentato di salire di lato, finendo miseramente e nuovamente con le gambe all’aria.

Pagaiamo nell’acqua bassa per un bel po’, cullati da una leggerissima aria mentre le alghe ci salutano dal fondo e i pesci saltano qua e la. Devio leggermente per riuscire a leggere cosa ci sia scritto nei cartelli che ho fotografato da lontano. E’ un’allevamento protetto di vongole per la ripopolazione.. Con disappunto mi vengono in mente le persone vicino ai cartelli che le raccoglievano poco prima…  Ormai la marea è scesa di parecchio. Bisognerà stare leggermente più attenti a non finire in qualche secca o toccare qualche gruppo di ostriche.

Ci fermiamo un momento sulla riva di un Casone, le tipiche isolette abitate dai pescatori della laguna. Davide scende e si tuffa nell’acqua corrente. Qui è più fresca perché c’è corrente. Non oso scendere anch’io. Non vorrei sprecare la preziosa energia conservata per il lungo ritorno. Mi lascio però trasportare lentamente in balia delle flebili onde. Che pace!

Ripartiamo e Davide si lancia in un’accurata spiegazione sul scegliere punti intermedi, darsi delle tappe e degli obbiettivi, non correre e non strafare, sul mantenere un ritmo costante. Evidentemente ha notato che sono affaticato. Mi propone di scambiare le pagaie. Mentre facciamo scambio mi fa gentilmente notare che tenevo di nuovo la mia al contrario… Ecco spiegata un po’ della fatica. L’altra pagaia e completamente diversa. Più concava. Doso molto meglio la potenza, ma il controllo è più difficile. Devo compensare molto di più con il corpo per andare dritto. Rimango davvero interdetto da quanto cambia il modo di condurre il Kayak. Mi ci vogliono parecchi metri per riprendere un buon ritmo. Nel frattempo Davide mi spiega anche la tecnica per risalire in Kayak nell’acqua alta. Sia da soli che con il supporto di un’atro Kayak. Sembra impegnativo… Ma non impossibile.
Riconosco da lontano la foce del Natissa. Facendo l’esatto opposto del consiglio di Davide provo a forzare un po’ il ritmo. Faccio parecchia fatica, ma sono soddisfatto. Davide mi supera, facendo la metà della pagaiate, con una grazia invidiabile e con la freschezza di una rosa. Ecco cosa significa esperienza…

Fermandosi ogni tanto, chiacchierando molto, la meta si avvicina rapidamente. Peccato per il forte caldo. Mi sciacquo la testa molto spesso, bevo molto ma infine il traguardo è li. Siamo alla foce. Qualche minuto di pausa e si riparte. L’acqua qui è molto più fresca. Mi ci butterei dentro volentieri, ma il dubbio che non sia pulitissima mi frena.

Il tratto finale fino alla sede CKF mi sembra molto più lungo dell’andata. Probabilmente è la stanchezza. Mi rendo conto che ho pagaiato per più di quattro ore. In compenso noto molti più particolari degli argini. All’andata evidentemente ero troppo impegnato ad andare dritto. Davide continua ad incitarmi ricordandomi che ormai siamo a casa.

Raggiungiamo il molo. Scende prima Davide. Tira fuori dall’acqua il Kayak, mi dispiace non poterlo aiutare. Scendo io. Questa volta mi dimostro sicuro ed agile. Davide recupera anche il “mio” Kayak. Peccato, volevo farlo io, ma non me ne lascia il tempo [non ti volevo sulla coscienza, dopo quella bella pagaiata, se fossi finito in quelle acque :) ].  Un sorso d’acqua fresca e ci mettiamo a lavare tutta l’attrezzatura, a prepararsi per tornare a casa. Davide mi chiede se mi sia piaciuta l’uscita, mentre ci incamminiamo verso casa sua. Mi fanno male parecchi muscoli che non ricordavo di avere. Sono leggermente scottato sulle braccia, e il segno del giubbino di salvataggio non è molto sexy.

Gli rispondo semplicemente: “Mercoledì sei libero ?” [Vediamo se si riesce a replicare e vediamo di non sfiancarci troppo :) ]


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