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Da Aquileia a Padova in Kayak – Parte 1

PRIMO GIORNO: Partenza da Aquileia e Arrivo a Bibione

Quando, un paio di mesi fa, mi si è accesa in testa la lampadina del viaggio dal titolo “vado a prendere un caffè da mia mamma”, che vive a Padova, ho cominciato a sognarlo quotidianamente. Vado o non vado? Vado, perdinci! Me lo immaginavo lungo ma tutto sommato facile, con molte similitudini con l’andare in bici. Quindi dàgli con le uscite lunghe, le prove di carico, l’installazione del nuovo gavone, il corso con Tatiana e Mauro e in fine la partenza, il lunedì 21 giugno, ancora con gli effetti collaterali del corso di kayak con i nostri “proffe”.

Pioggia, fresco, un bel cielo di grigi e blu, direi meglio di un sole a picco. A bordo una carta della litoranea non molto chiara, le foto rubate a google earth, provviste, il mio nuovo notebook, sacco a pelo, tenda, insomma tutto quello che serve. Emozionato ma allo stesso tempo tranquillo, perché i lunghi viaggi da solo mi hanno insegnato che devo sopportarmi: non ho scelta. :)

La navigazione fino a sera è scivolata via bene, senza intoppi e sotto una costante pioggia. Ma i bordi settentrionali del cielo già mollavano il maltempo, per cui la vista del profilo delle montagne mi ha fatto compagnia fino a quando, oramai oltrepassato il Tagliamento dopo esserci arrivato attraverso le chiuse di Bevazzana – un’area tenuta come un museo all’aperto, raddoppiata dal riflesso nelle acque quasi ferme – la nuvolaglia si è sfaldata. Un tramonto esagerato e silenzioso, a parte il rumore della pagaia e le voci della laguna, ha dato il meglio dei suoi effetti speciali, compreso uno spezzone di arcobaleno verticale che si rifletteva nell’acqua. Sono arrivato al Capalonga verso le nove, incantato e giustamente stanco, ma non certo alla fine della benzina. Doccia, montaggio tenda e una pizza con mia moglie che è venuta a farmi la sorpresa con un’amica.

Sacco a pelo e chiudere i boccaporti: immersione notturna.

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