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Fiume Natissa – origine e storia

plinio natissaMolte volte, da piccolo, mi son chiesto come mai si trovassero dei resti di un porto -quello di Aquileia- praticamente in aperta campagna, come mai questo porto fosse così importante e come mai non ci fosse un fiume a lambirlo, ma solo un modesto corso d’acqua, profondo poco più di un metro quando va bene: non capivo proprio, durante le classiche gite delle elementari, come le navi , un tempo, potessero arrivare fino a queste monumentali banchine, semisepolte, ma del tutto esaustive sulla potenza che quel luogo esercitò in un passato ormai remoto: eccone una breve spiegazione.

Il Natisone, fiume di circa 60 km di lunghezza, nasce dal Monte Maggiore e, dopo aver transitato per un breve tratto in Slovenia,, rientra in Italia ad Ovest del monte Matjur, andando poi a confluire nel Torre.

matajur Durante il periodo romano, questo fiume scendeva impetuoso, con un percorso più lineare, sin alla pianura.

In località Premariacco, nel corso del tempo, scavò il suo letto, congiungendosi poi con il Torre e, unito alle sue acque, andò a cingere la città di Aquileia.

Qui, un ramo finiva diretto in mare ,presso l’attuale località di Belvedere, mentre l’altro solcava l’attuale letto, andando a congiungersi con il Terzo, andando poi a sfociare assieme nella laguna di Grado.

natisone cividaleLa storia del Natisone è legata indissolubilmente a quella dell’Isonzo, giacchè, nel corso dei millenni, quest’ultimo formò grossi depositi alluvionali che formarono un terrapieno, ad Est del monte Matajur, che di fattò ostacolò il normale deflusso dell’acqua verso valle.

Per questo motivo, dietro al monte, si formò un lago allungato, alimentato sia parzialmente dall’Isonzo che dal Natisone,il cui corso era pressoché parallelo a quello dell’Isonzo, e pure a breve distanza.

Le acque uscenti da questo lago, venivan da esso convogliate nel Natisone , che deve il suo nome attuale all’originale denominazione di Natisso.
Nel 585 d.C. si verificò un lungo periodo caratterizzato da incessante piovosità, che provocò l’alluvione che sconvolse interamente l’attuale Friuli.
Il terrapieno che di fatto definiva il lago dietro al Matjur e che sbarrava parte dell’acqua che doveva poi rifluire nell’Isonzo, venne spazzato via e l’acqua del lago si riversò violentemente nel letto dell’Isonzo, che raddoppiò la sua portata, impoverendo di fatto il Natisone, che, prima di questo fatto, correva di suo fino al mare,cingendo Aquileia, senza incontrarsi col Torre, come fece da quell’alluvione in poi.

Questo fu il colpo di grazia che mise definitivamente fine a ciò che restava del complesso porto fluviale di Aquileia, ma già nei secoli precedenti, per vicissitudini legate alla storia dell’insuperata Roma, il corso del Natisso venne manipolato e deviato.
Infatti, nel 361 d.C. la capitale della Decima Regio si alleò con Costanzo II contro Giuliano l’Apostata e venne circondata dal nemico.

L’esercito di Giuliano l’ Apostata cercò di conquistarla assediando la zona del porto utilizzando tra l’altro tre imbarcazioni, ma senza risultato: decise allora di deviare le acque del Natisso, iniziando una variazione artificiale del suo percorso che secoli dopo, sarebbe stato stravolto naturalmente dall’alluvione del 585 d.C.
In quest’occasione bellicosa, quando i legionari di Giuliano l’Apostata si accinsero ad assediare la città protetta dal Natisso, ancora ricco d’acqua, decisero di deviare a monte il corso del fiume, immettendolo nel letto di un vicino torrente-oggi l’attuale Judrio, affluente dell’Isonzo-in prossimità dell’attuale ponte sul Torre, a Versa, facendo compiere al corso d’acqua un angolo quasi retto.

Seppur deviato, il Natisone continuò e continua tutt’ora a portare acqua ad Aqulieia, anche se in minima quantità.
Nella zona da S. Giovanni al Natisone a Versa, le sue acque sprofondano nel letto per poi ricomparire in superficie, come risorgiva, nella zona meridionale di Aiello.

Per tornare al tramonto della potenza mercantile di Aquileia,nel 394 d.C., Teodosio volle che venisse innalzato un imponente sistema murale costituito da una doppia fortificazione:si può immaginare che con questo sistema, resosi necessario, il porto aquileiese non fosse funzionante, a causa dell’ingombro delle mura e per il fatto che le imbarcazioni dovevano far la fila, attendendo il prorio turno ai varchi aperti nelle fortificazioni per caricare e scaricare. Per questo motivo le navi vennero dirottate verso il porto marittimo di Grado e da lì, con i carri, le merci venivan trasportate ad Aquileia, il che significò l’inizio della dismissione del porto fluviale.

Con i cortesi e fondamentali insegnamenti, spunti ed indicazioni della cara amica Marisa Bernardis.

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1 Commento di “Fiume Natissa – origine e storia”

  1. [...] le nubi gravide di neve. L’andata si è risolta in un’ora ed un quarto circa, attraverso Natissa, i canali che delimitano la bonifica aquileiese dalla laguna ed il canale di San Giuliano, mentre [...]

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