Il kayak da slalom

Gen 11th, 2007 | By Ciruzz_o | Category: KAYAKpedia, Tipi di Kayak

Lo slalom è stata una specialità olimpica nel 1972 e poi nel 1992 e 1996, le gare si svolgono in due manche nelle acque mosse di fiumi e torrenti , come per quelle di discesa, ma gli atleti devono obbligatoriamente passare attraverso “porte” sospese a filo d’acqua e opportunamente dislocate lungo il tracciato di gara (come avviene ad esempio nello sci).

Le gare si sviluppano su di un percorso di lunghezza variabile a seconda del tipo di acqua e di fiume, anche se la loro durata oscilla sempre intorno ai 4′- 4′ 30”, e si svolgono in K1, a squadre di tre K1,per categoria sia maschile che femminile, e in C1 eC2 solo maschile.

Le imbarcazioni utilizzate in questa specialità hanno una particolare forma che ne assicura la massima manovrabilità e sono regolamentate per quanto riguarda le misure ed il peso.

La I.C.F. (International Canoe Federation), nel suo Codice delle Regate, definisce le dimensioni, il peso e le forme essenziali delle canoe:

Canoa fluviale slalom

Tipo

K1

C1

C2

lungh. max.

350 - 400 cm.

350 - 400 cm.

410 - 458 cm.

larghezza

60 cm.

70 cm.

80 cm

peso min.

Kg. 9

Kg. 10

Kg. 15

La forma particolare del fondo della canoa da slalom consente la migliore disposizione alla rotazione, ma evidenzia anche la scarsa possibilità di scivolamento per la maggior resistenza che oppone all’avanzamento; nella discesa è evidente il contrario: la forma allungata della zona di contatto favorisce lo scivolamento e riduce la capacità di rotazione.

Slalom

Negli ultimi anni i costruttori hanno accentuato la differenza della forma e dei volumi di punta e coda. Si sono rimpicciolite e abbassate nello slalom per ridurre il rischio di penalizzazione, soprattutto nei passaggi più difficili.

Le punte abbassate e schiacciate dei nuovi scafi hanno influenzato e raffinato la tecnica dello slalom, e ora l’atleta che la sa applicare riesce ad affondare la punta o la coda dello scafo e a passare nella porta come se questa fosse più larga, e impiegando minor tempo. Naturalmente questa tecnica non è applicabile al primo momento e dal primo venuto, per cui i nuovi scafi non sono consigliabili ai principianti, che è bene si formino sulle canoe meno specializzate. LA GARA
Le competizioni di slalom sono individuali o a squadre suddivise nelle categorie K1, Cl, e C2 in campo maschile, e Kl in campo femminile.
I concorrenti devono superare una serie di porte ordinate numericamente, senza toccarle con la pala della pagaia, la barca o con il corpo. Le porte sono disposte lungo la corrente o controcorrente.
La gara si disputa in 2 manche e il punteggio finale viene calcolato sulla base del punteggio di ogni manche. Agli atleti sono assegnate penalità di 2 secondi nel caso in cui tocchino la porta , oppure una penalità di 50 secondi se la affrontano nella direzione sbagliata o la mancano.
L’ordine di partenza viene stabilito con un sorteggio. Il corso d’acqua su cui si svolge la gara può essere naturale o artificiale, inframmezzato da 20-25 porte numerate, sospese rispetto alla superficie dell’acqua, comprese alcune porte controcorrente.

LA STORIA
Centinaia di anni fa, gli aborigeni canadesi usavano le canoe come mezzo di trasporto lungo le rapide dei fiumi;
attualmente le gare di slalom su acque tumultuose vengono considerate una prova di velocità e accuratezza in cui l’atleta vogando con la pagaia deve superare una serie di porte, da affrontare a volte controcorrente.
Questa disciplina, lo slalom, è abbastanza moderna. Dopo essere stata inclusa nel programma delle Olimpiadi di Monaco nel 1972, è stata assente dai Giochi per 20 anni, fino alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992.
Le gare su acque tumultuose sono state presenti sia alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 sia a quelle di Sydney nel 2000. Le gare sono aperte agli uomini nella categoria C1 e C2 e alle donne nella categoria K1.

Le competizioni di slalom sono individuali o a squadre suddivise nelle categorie K1, Cl, e C2 in campo maschile, e Kl in campo femminile. I concorrenti devono superare una serie di porte ordinate numericamente, senza toccarle con la pala della pagaia, la barca o con il corpo. Le porte sono disposte lungo la corrente o controcorrente. La gara si disputa in 2 manche e il punteggio finale viene calcolato sulla base del punteggio di ogni manche. Agli atleti sono assegnate penalità di 2 secondi nel caso in cui tocchino la porta , oppure una penalità di 50 secondi se la affrontano nella direzione sbagliata o la mancano. L’ordine di partenza viene stabilito con un sorteggio. Il corso d’acqua su cui si svolge la gara può essere naturale o artificiale, inframmezzato da 20-25 porte numerate, sospese rispetto alla superficie dell’acqua, comprese alcune porte controcorrente.Centinaia di anni fa, gli aborigeni canadesi usavano le canoe come mezzo di trasporto lungo le rapide dei fiumi; attualmente le gare di slalom su acque tumultuose vengono considerate una prova di velocità e accuratezza in cui l’atleta vogando con la pagaia deve superare una serie di porte, da affrontare a volte controcorrente. Questa disciplina, lo slalom, è abbastanza moderna. Dopo essere stata inclusa nel programma delle Olimpiadi di Monaco nel 1972, è stata assente dai Giochi per 20 anni, fino alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992. Le gare su acque tumultuose sono state presenti sia alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 sia a quelle di Sydney nel 2000. Le gare sono aperte agli uomini nella categoria C1 e C2 e alle donne nella categoria K1.
Squadra di salvataggio: Composta da 7 o 8 persona , vigila la sicurezza degli atleti. Il personale di salvataggio ha in dotazione funi, imbragature e salvagenti.
Alcuni di loro sono disposti lungo il terreno adiacente il percorso di gara altri in kayak.
Giudici di porta: un giudice, in prossimità di ogni porta, controlla che il concorrente la superi correttamente.
Percorso di gara: di solito è lungo tra i 100 e i 200 m
Porte: sono sospese rispetto alla superficie dell’acqua grazie ad alcuni cavi che attraversano il fiume.
Porta controcorrente: è caratterizzata da aste di colore rosso.
Porta lungo la corrente: è caratterizzata da aste di colore verde.
Seguono le foto di alcune imbarcazioni da competizione.

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Kayak da slalom , nuovo modello di dimensioni ridotte 362cm, costruttore Caiman (CZK).

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Slalomisti in azione. Foto fonte Vajda (CZK).sl11.jpg

Canadese singola da slalom, nuovo modello da dimensioni ridotte, lunghezza 365cm, costruttore Double Dutch (EN).

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Canadese doppia da slalom in azione su porte in risalita.

IL PASSAGGIO DELLE PORTE NELLO SLALOM

La porta dello slalom è formata da due paline appese a una traversa e distanti fra loro, per esempio, 1,50 m; essa rappresenta un ostacolo attraverso cui si deve passare senza toccare le paline: questo comporta una certa padronanza dell’imbarcazione.

Si chiamerà “impianto” l’insieme delle porte installate in un corso o specchio d ‘acqua secondo una determinata disposizione, e “schema ” il tracciato che il canoista deve seguire passando tra le porte; in uno stesso impianto di slalom possono essere utilizzati molti schemi. Bastano quattro o cinque porte disposte a una certa distanza fra loro, in modo da permettere di sviluppare una certa velocità tra l’una e l’altra. Nell’impianto è indicato uno schema-tipo di facile esecuzione.

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Se non è possibile appendere le porte ad alberi, ponti, eccetera, si possono utilizzare delle boe ancorate sul fondo e quindi impostare uno slalom anche su lago o in mare; è chiaro che questo impianto ha delle limitazioni, in quanto in esso ci si può esercitare solo per il passaggio della canoa e non della pagaia e del Corpo come nelle porte regolamentari, ma in mancanza di meglio anche le boe sono utili.

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Fig.19

Schemi di slalom

Le esercitazioni in un impianto da noi piazzato possono essere fatte girando a piacere entro le porte in avanti o in retro per cominciare a renderci conto del Comportamento nel passaggio senza toccare le paline e per acquistare sensibilità sull’ingombro rappresentato dall’insieme scafo-corpo-pagaia.

A un certo punto, quando ci saremo accorti di aver tratto profitto dagli esercizi liberi, sarà bene scegliere uno schema e percorrerlo più volte, fino a eseguirlo correttamente senza toccare le paline; dopodiché sarà molto utile cronometrare uno dei percorsi: servirà come termine di paragone perché la fase successiva sarà quella di cercare di migliorare il tempo con maggior impegno sia nello sforzo sia nella ricerca della correttezza dei passaggi.

Ripetendo molte volte lo stesso schema si arriva a perfezionare i movimenti, a ricordarli e a riprodurli con facilità ottenendo il massimo rendimento col minor numero di pagaiate.

Un passo avanti nell’esercitazione si compirà eseguendo uno di seguito all’altro un certo numero di schemi fra quelli ripetuti in precedenza, e bene assimilati. Viene così aumentato lo sforzo fisico insieme a quello di concentrazione, dovuto, quest’ultimo, al maggior numero di movimenti da eseguire e da ricordare. Per esempio, se lo schema singolo impegnava per 20 o 40 secondi l’insieme degli schemi, ci impegnerà per tempi superiori. Questo tipo di esercitazione è valido comunque; se però un esperto può fare delle dimostrazioni esemplificative, i progressi ovviamente saranno più rapidi. È una scuola ideale, in quanto una sola persona può eseguire l’esercitazione dell’allievo in lutto il suo sviluppo senza spostarsi e in poco tempo fare alternare più persone. Delle sue osservazioni usufruiranno tutti gli allievi che assistono alle prove dei compagni. Le esercitazioni descritte sono necessarie a tutti i canoisti per arrivare a un livello ottimale e poter manovrare con sicurezza e disinvoltura sui fiumi più o meno impegnativi.

Gli impianti in acqua ferma lenta dovrebbero rimanere installati in permanenza, per servire da palestra agli allievi e a chiunque voglia esercitarsi. Un altro aspetto della loro utilità è che possono essere percorsi in tutti i sensi senza scendere dalla canoa, come avviene in slalom su acqua veloce, dove occorre riportare la canoa alla partenza.

Posizionamento delle porte:

Finora impianto a schemi si trovavano sull’acqua ferma o in corrente molto lenta; non esistevano quindi problemi di scelta della posizione dell’impianto. In acqua mossa, invece, è necessario tenere presenti alcune regole fondamentali.

Per intenderci sui segni grafici delle figure, riportiamo alcune spiegazioni:

- i punti neri rappresentano le paline;

- il tracciato che la canoa deve percorrere è segnato con una linea sottile continua;

- le V nel corso d’acqua rappresentano il filone della corrente

- il segno nero sulla punta della canoa indica l’orientamento della canoa stessa.

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Fig.20Possono essere oltrepassate in avanti (figura l) o in retro con mezzo giro della canoa (2); se sono posizionate nel centro del filone sono classificate facili, perchè la corrente conduce nella porta senza obbligare a manovre particolari; se la porta viene collocata a lato del filone (3) il passaggio diventa più impegnativo Porte in risalita (Fig.21)

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Fig.21

Vengono collocate di solito nelle morte o comunque in acqua dove vi sia possibilità di risalire. Anche qui la distinzione fra facile e difficile dipenderà dalla posizione che occupa la porta nella morta.

Nella (5) abbiamo una morta sulla destra, creata da una rientranza della sponda oppure da un ostacolo (6).

Possono esservi altri casi in cui la porta viene collocata in una corrente che può essere risalita senza eccessivo sforzo (7 A), o per motivi vari superata “all’inglese”(7B).

Porte parallele sfasate tra loro

A parità di velocità del filone, la difficoltà del passaggio nella porta 2 dopo aver superato la porta l, dipende dal variare di due parametri: lo sfasamento e la distanza fra le due porte.

” Nella (9) lo sfasamento è di 5 metri, mentre la distanza è di 15. Mantenendo fisso lo sfasamento e diminuendo la distanza, la difficoltà di manovra ovviamente aumenta; così come aumenta, se tenendo fissa la distanza, aumentiamo lo sfasamento.

Ora vediamo un altro caso. Per quanto abbiamo diminuito lo sfasamento da 5 metri al, il passaggio sarà piuttosto difficile anche con acqua poco veloce, perché è stata diminuita molto la distanza che ci costringerà a una manovra rapida e precisa. Se la velocità del filone è maggiore, è chiaro che la difficoltà aumenta.

Porte diritte in acqua veloce o lenta

Se le porte sono molto vicine e sfasate fra loro (figura 1 ), sarà difficile oltrepassarle senza incorrere in errori. È determinante quindi affrontare la porta 2 in retro, adottando il 1/2 giro o il giro completo in funzione della posizione della porta successiva. Dove l’acqua è veloce (2) bisognerà distanziarle maggiormente per evitare di saltarle.

Combinazioni di più porte

Nella (3) una porta è diritta, una in risalita, e una terza diritta. Nella (4) abbiamo tre porte diritte, ma sfasate fra loro. Nella (5) le tre porte precedenti sono utilizzate per uno schema diverso: la prima diritta, la seconda da superare in retro per la sua posizione, la terza diritta.

Prima regola importante

Nel piazzare uno slalom occorre tener presente che deve essere osservata una certa simmetria. Cioè se per esempio abbiamo una porta in risalita sulla sinistra, qualora ne vogliamo piazzare una seconda in risalita, è bene metterla sulla destra come nella (7) e non come nella (6). La ragione sta soprattutto nel fatto che nel primo caso la manovra ha in se elementi di armonia e varietà che non vi sono nel secondo.

Seconda regola importante

Quanto sopra esposto va tenuto presente nella realizzazione dell’impianto completo nel quale l’allievo possa sviluppare il suo sforzo senza dar luogo a brusche interruzioni dovute a situazioni limite (porte troppo raggruppate e a distanza ravvicinata), il che si verifica quando l’impianto col numero regolamentare di porte (max 25) è sistemato su un tratto di fiume troppo breve. Invece in un tracciato al massimo di 600 m, con una disposizione razionale delle porte, il lavoro del canoista non si esprime solo in una prova di forza, ma risulta fluido e costituisce uno spettacolo piacevole per chi assiste.

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Massimo Cecchetti (AISA Kayak Canoe)

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