La canoa in Europa
Dic 17th, 2006 | By Fabio Carletti | Category: KAYAKpedia, StoriaIl concetto di canoa arrivò in Europa appena intorno al 1745, da un resoconto di cacciatori russi che osservarono gli eschimesi della Groenlandia cacciare con queste “strane” imbarcazioni.
Ma è in Inghilterra, circa cento anni dopo, a nascere la prima canoa. Fu lo scozzese John Mc Gregor, infatti, nel 1865, affascinato vedendo indiani canadesi ed eschimesi attraversare i fiumi del Nord America, a realizzare la prima canoa, sulla base di quella Inuit, battezzata “Rob Roy”.
Per la prima volta riuscì a trovare un mezzo, sebbene molto pesante (circa 840 kg.) e lungo quasi 5 mt, che potesse permettere di esplorare i fiumi in modo semplice ed economico. John scrisse anche un libro – diario sui suoi viaggi in kayak, “A thousand miles in the Rob Roy - Mille miglia sul Rob Roy”, famosissimo all’epoca, nel quale raccontava tutti i suoi itinerari a bordo del suo kayak dall’Europa al continente africano.
Lo scozzese fondò uno sport che si diffuse rapidamente in tutta la nazione. Nacque nel 1866 il primo Club di Canoa del mondo a Londra, un anno più tardi si disputò la prima regata in Kayak sul Fiume Tamigi e poi, su invito di Napoleone III, la regata sul Senna a Parigi: John attraversò la Manica, e il fiume francese insieme a dei suoi amici inglesi, per giungere alla regata, alla quale parteciparono 15 imbarcazioni con un enorme successo di pubblico.
Egli, nonostante avesse creato un nuovo sport, preferì ricordare il kayak nel suo lato turistico. Oltre Oceano il kayak si sviluppò nel 1871, dopo aver appreso le notizie dall’Inghilterra. Gli americani apprezzarono più il lato turistico piuttosto che quello agonistico: veniva e viene tuttora usato come mezzo per scendere le rapide dei grandi fiumi.
Il kayak andava così a perdere le sue caratteristiche di mezzo di caccia e pesca e quindi di sussistenza, diventando un’imbarcazione da turismo e da competizione, evolvendosi in termini di linea e di materiali di costruzione. Per una canoa turistica si congegnò un’imbarcazione stabile e comoda, non molto lunga e quindi, facile da condurre. La canoa agonistica era più instabile, con delle linee studiate per premiare la velocità nell’acqua. Per quanto riguarda i materiali si passò dalle pelli, alla tela, fino alla vetroresina e alla plastica nei giorni nostri.
Agli inizi del Novecento, il Kayak era ormai presente in gran parte dei Paesi Europei: il lato turistico rimase a livello amatoriale, mentre quello agonistico si era sviluppato fino a diventare nel 1936, nei giochi di Berlino, specialità olimpica, nello slalom e nella discesa.
Nello stesso anno era nata in Italia la prima Federazione di Canoa: la “Reale Federazione Italiana di Canottaggio”, che univa sia il lato turistico che quello agonistico della canoa. Al giorno d’oggi abbiamo due Federazioni: la prima, la “Federazione Italiana Canoa Turistica (FICT)”, segue la parte turistica di fiume, lago e mare; la seconda, Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK), per il lato agonistico.
Sempre nello stesso anni ricordiamo Elio Sasso, il nostro primo campione olimpionico. Fra le prime “imprese”, ricordiamo il capitano Franz Romer che attraversò l’Oceano Atlantico con il suo Kayak smontabile in tela impiegando 58 giorni: percorse una media di 56 miglia al giorno partendo da Lisbona fino al Mar dei Carabi. Nel 1937 due americani, Joffrey Pope e Sheldon Taylor attraversarono il Nord America da Est ad Ovest, percorrendo 7200 miglia con una canoa canadese.